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PITTORE SCUOLA EUROPEA DEL XVII SECOLO PROMETEO, ASSISTITO DA MINERVA, ANIMA IL PRIMO UOMO CON IL FUOCO CELESTE Olio su tela, cm. 140 x 108. Cornice in legno dorato ed intagliato del XIX secolo. Il dipinto raffigura un raro e colto episodio del mito di Prometeo, qui rappresentato nell'atto di infondere la vita al primo uomo mediante il fuoco celeste, alla presenza di Minerva. Prometeo, raffigurato come una vigorosa figura maschile barbuta avvolta in un ampio panneggio rosso, impugna una lunga verga terminante in una viva fiamma e la accosta al giovane nudo, immagine dell'uomo appena plasmato. Fra i due compare Minerva, riconoscibile dall'elmo piumato e dalla lancia, secondo una tradizione mitografica nella quale la dea assiste Prometeo nella creazione e animazione dell'umanità. Particolarmente significativo è l'episodio rappresentato in secondo piano, nella zona superiore della composizione, che completa la narrazione illustrando l'origine divina della fiamma utilizzata da Prometeo. La scena allude infatti al viaggio celeste del Titano, accompagnato da Minerva, e all'acquisizione del fuoco presso il carro del Sole. L'iconografia trova un importante precedente nella tradizione figurativa cinquecentesca dedicata alla creazione dell'uomo da parte di Prometeo. Un confronto particolarmente significativo è offerto dalla serie delle Metamorfosi pubblicata nel 1589 dalla bottega di Hendrick Goltzius, nella quale Prometeo anima l'uomo con il fuoco celeste mentre, in un episodio secondario ambientato fra le nubi, il Titano accompagnato da Minerva accende la propria torcia al carro solare. Il tema conosce parallelamente una significativa elaborazione italiana. Uno studio conservato al Musée du Louvre, riferito all'atelier di Annibale Carracci e databile intorno al 1597–1602, preparatorio per la decorazione della Galleria Farnese a Roma, raffigura Prometeo che mostra la propria opera a Minerva: il Titano presenta alla dea l'uomo da lui creato affinché questa gli conferisca la vita. La fortuna seicentesca dell'invenzione è documentata anche dalle successive traduzioni a stampa delle decorazioni farnesiane, tra cui l'incisione di Carlo Cesi del 1657 dedicata a Minerva che insegna a Prometeo ad animare la statua da lui creata. La complessa costruzione narrativa del presente dipinto, che riunisce nello stesso spazio differenti momenti della vicenda, risente della cultura figurativa manierista sviluppatasi tra Italia, Fontainebleau e i Paesi Bassi tra la seconda metà del XVI e gli inizi del XVII secolo. In tale contesto assumono particolare interesse anche le invenzioni mitologiche di Antoine Caron e la loro diffusione attraverso le incisioni di Thomas de Leu. La composizione appare tuttavia elaborata autonomamente rispetto ai confronti grafici finora individuati: non sembra infatti riprodurre puntualmente né la stampa di Goltzius né la formulazione carraccesca, ma combina differenti elementi della consolidata tradizione iconografica di Prometeo in una personale narrazione pittorica. CONDITION REPORT Rintelo recente. La luce di wood non evidenzia integrazioni pittoriche degne di nota, il dipinto è in ottimo stato di conservazione.
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