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La caduta di Icaro - Raffaello Guidi, Cavaliere D'Arpino Descrizione: La caduta di Icaro che precipita dal cielo perdendo le piume, sotto di lui suo padre Dedalo con le mani protese; in alto a destra è raffigurato il sole; incisa da Raffaello Guidi; ideata da Cesari d'Arpino; Pubblicata da: Cesare Capranica (1589-1601, attivo in quel periodo). Recante otto righe di descrizione su entrambi i lati di un cartiglio. Incisione anteriore al 1600 Dimensioni: 44,20 x 28,30 cm Condizioni: Eccellente prima impressione con buona tonalità della lastra e linee guida del testo ancora visibili. Rifilata sul bordo della lastra. Condizioni eccellenti, senza pieghe, strappi o macchie. Incollata con i quattro angoli su un foglio da collezione. Bibliografia: Raffaello Guidi (incisore; italiano; 1585 - 1615; attivo). Incisore; originario di Firenze e attivo a Roma. Nel 1612 viveva nei pressi del palazzo Sauli con il figlio Michele (Bertolotti, 1885). Il 4 maggio 1602 stipulò un accordo con Giovanni Turpino: Guidi era debitore nei confronti di Turpin e Thomassin «per varie figure stampate nella bottega» (Bruwaert e Bertolotti, 1886). Thomassin e Turpin acquisirono alcune lastre di Guidi (Bruwaert). R.G.F. (vedi Nagler) compare su una copia del 1585 dell’incisione del Maestro M.G. tratta dalla «Madonna con San Giovanni» di Barocci. Baglione menziona le sue incisioni tratte dal Cavalier d’Arpino. Bibliografia: M. Bury, «The Print in Italy 1550-1625», British Museum, Londra 2001, p. 227. Giuseppe Cesari d’Arpino (pittore/disegnatore; italiano; 1568–1640) Pittore. Giuseppe Cesari, detto il Cavaliere d’Arpino, nato a Roma nel 1568, morto a Baglione spiega che scelse di farsi chiamare «d’Arpino» perché suo padre era originario di quel luogo e per via del legame tra quel luogo e i suoi primi mecenati, i Buoncompagni. La sua prima opera indipendente fu la facciata di una casa a Roma, dipinta quando aveva circa 13 anni. Successivamente fu impiegato in Vaticano, nelle Logge di Gregorio XIII sotto la supervisione di Niccolò Circignani e Ignazio Danti. Nella Sala Vecchia degli Svizzeri dipinse «Sansone con le porte di Gaza» e nella Sala dei Palafrenieri (o dei Chiaroscuri). Il 1° gennaio 1586 fu ammesso ai Virtuosi al Pantheon, essendo già membro dell’Accademia di S. Luca, di cui ricoprì la carica di «Principe» nel 1599, nel 1615 e nel 1629. Uno dei pittori più importanti del suo periodo. Testo tratto da Michael Bury, «The Print in Italy 1550-1620», Londra, 2001, n. 100.) La dedica a Pietro Bernini, padre di Gian Lorenzo, era opera di Guidi. Entrambi erano fiorentini; ma da molti anni Bernini lavorava a Napoli. La natura della dedica, in cui Guidi dichiara quanto gli manchi l’amico assente, ha un tono fortemente personale. È possibile che Guidi abbia venduto la lastra a Cesare Capranica, dopo averla originariamente pubblicata lui stesso, ma il modo in cui è scritto l’indirizzo di Capranica rende più probabile che i due avessero un accordo fin dall’inizio, per cui Capranica conservava la lastra mentre Guidi stabiliva la dedica. Baglione la menzionò come particolarmente bella e commentò in generale l’eccellenza delle incisioni di Guidi tratte da Cesari (come fece in seguito Baldinucci, 1767, p. 8). Nel 1599, in vista dell’Anno Giubilare del 1600, Cesari ottenne l’incarico per la decorazione pittorica dell’enorme transetto di S. Giovanni in Laterano. Il suo successo nell’organizzare un’intera squadra di artisti per portare a termine rapidamente l’opera gli valse la nomina a cavaliere di San Pietro, probabilmente nel 1600 (Freiberg, 1995, p. 82). Poiché non vi è alcun riferimento al suo titolo di «il cavaliere d’Arpino», questa incisione deve essere antecedente a tale evento. Presumibilmente fornì a Guidi un disegno. Si veda anche Röttgen, «Il Cavalier Giuseppe Cesari d’Arpino», 2002, n. cat. VI, p. 516. Tecnica: Incisione Data: 1599-1600
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