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ARCHIMEDE SEGUSO (Murano, 1909–1999). Scultura. Vetro di Murano. Reca una firma incisa e conserva l’etichetta del produttore «Archimede Seguso-Murano». Dimensioni: 28 x 30 x 11,5 cm. Scultura decorativa raffigurante una figura femminile nell’istante che precede il tuffo, con il corpo inarcato e le braccia protese verso l’acqua. La figura, realizzata in vetro di Murano trasparente e incolore, è incastonata in un’ampia onda di vetro nero, le cui creste stilizzate formano una base di grande impatto visivo. La composizione si distingue per il contrasto tra la trasparenza e l’apparente leggerezza del corpo e la presenza solida e scultorea dell’onda. Il trattamento delle forme curve, la purezza delle superfici levigate e il gioco di riflessi conferiscono all’opera un marcato senso di movimento, cogliendo con eleganza il dinamismo del gesto e l’equilibrio della figura nello spazio. La scultura riflette la maestria tecnica e la sensibilità formale caratteristiche della tradizione vetraria muranese. Archimede Seguso, nato a Murano nel 1909, iniziò a lavorare in una fornace di vetro all’età di undici anni, acquisendo fin da giovane la comprensione dei segreti di una tradizione artigianale secolare. Perfezionò la sua tecnica studiando e ricreando modelli storici del XVIII secolo e, già ventenne, si era distinto come maestro vetraio, in particolare per la sua padronanza delle tecniche applicate al vetro di grande spessore. Alla guida del laboratorio a conduzione familiare Seguso Vetri d’Arte, collaborò con designer di spicco, tra cui Vittorio Zecchin e Flavio Poli, i cui contributi contribuirono a consolidare il prestigio dell’azienda. A partire dagli anni ’30, le sue creazioni furono esposte alla Biennale di Venezia nella sezione dedicata al vetro di Murano, dove la bottega mantenne una presenza fino al 1972.
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