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Tilman Riemenschneider, cerchia Deposizione di Cristo Tiglio, con minimi resti di policromia originaria. Rilievo con cinque figure scolpite in parte a tutto tondo, raffigurate dietro e accanto al sarcofago a figura intera, mentre adagiano il defunto su di esso con l’aiuto di un sudario. Danni causati da un precedente attacco di insetti, fessure da ritiro e piccole mancanze, restaurato a regola d’arte nel 2016 (è disponibile il rapporto di restauro); manca la testa originale a sinistra. A 50,5; L 75,5 cm. Provenienza Precedentemente in prestito / esposizione permanente al MAD Museum am Dom di Würzburg. - Da diverse generazioni di proprietà di una famiglia francone. Mostre Gegenstück. Spannungsbogen Kunst, MAD Museum am Dom, Würzburg, 2017. - Riemenschneider X Stoß – Schnittpunkt Münnerstadt, MAD Museum am Dom, Würzburg, 2019/2020. Bibliografia H. R. Albert, «La raffigurazione di San Vito presso l’“Hofbauer” a Wülfershausen presenta alcuni enigmi», in: Das Grabfeld 12/ottobre 2004. - Sull’argomento cfr. H. Simon, I gruppi della Lamentazione dell’età moderna di Tilman Riemenschneider, in: Cat. mostra Tilman Riemenschneider – Opere del suo mondo di fede, Ratisbona 2004, pp. 85 e segg. - Cfr. anche Schneider, «Altaria deren seind drey. I resoconti delle visite pastorali come fonti», in: ibid., pp. 69 e segg., fig. 38. L’importante gruppo scultoreo tardo-gotico raffigurante la sepoltura è stato attribuito a Tilman Riemenschneider. Solo un altro gruppo raffigurante la sepoltura proveniente dalla sua bottega è oggetto di discussione nella ricerca; esso si trova nella Cappella di Sant’Antonio a Großlangheim. Il soggetto preferito da Riemenschneider erano i gruppi della Lamentazione. Oltre alle immagini della Deposizione, esistono gruppi del Lamento a più figure a Hessenthal, nella chiesa parrocchiale cattolica dell’Assunzione di Maria (circa 1490), a Heidingsfeld, nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo (circa 1508), a Großostheim, nella chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo (1515 circa) e a Maidbronn, dove si trova l’importante retablo nella chiesa curatale di Santa Afra (1515-1519 circa). Si conoscono scene di sepoltura con più figure in composizioni simili fin dall’inizio del XV secolo (cfr. ad esempio il Museo Wallraf-Richartz, Maestro della Piccola Passione, intorno al 1420). Di solito il corpo di Gesù è sorretto alla testa e ai piedi da Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, mentre dietro il sarcofago si trovano Maria, Giovanni e Maria Maddalena. Ciò che contraddistingue questa scena della sepoltura è la rappresentazione di Cristo. Il suo corpo è rivolto di lato, visibile allo spettatore dalla testa ai piedi; la mano anteriore riposa sul fianco, mentre l’avambraccio posteriore, con la mano penzolante, è sostenuto da Maria, così come la sua testa. Questo posizionamento diagonale e semirialzato della parte superiore del corpo appare come un’esibizione della morte, ma allo stesso tempo rimanda alla risurrezione. Una connotazione simile è propria del sudario finemente pieghettato su cui giace il corpo. Solo le mani di Maria toccano direttamente Gesù. Il sudario separa e sostiene il suo corpo, alludendo alla futura Eucaristia, la trasmutazione del pane nel Corpo di Gesù, qui offerto come su una tavola. Nella Deposizione di Großlangheim la gamba inferiore è coperta dal sudario, la figura di assistente a sinistra manca e quella a destra presenta una posizione leggermente modificata. Il rilievo è inserito a destra nell’altare maggiore, con lo sfondo costituito da un grande drappeggio incorniciato. Nonostante la composizione quasi identica e le dimensioni simili, l’effetto è diverso, il che è dovuto non da ultimo alla verniciatura che è stata rimossa nella Deposizione qui presentata. Reinhold Albert, responsabile del patrimonio locale e dell’archivio distrettuale nel distretto di Rhön-Grabfeld, ritiene possibile che il rilievo qui presentato sia entrato in possesso di una famiglia di contadini di Wülfershausen nel corso della secolarizzazione e della soppressione dell’abbazia cistercense di Maria Bildhausen nel 1803. La chiesa monastica di Bildhausen si trova nei pressi di Münnerstadt, località in cui operarono i due scultori più famosi del tardo gotico tedesco: Tilman Riemenschneider e Veit Stoß. Nel 1490 Tilman Riemenschneider ricevette l’incarico di realizzare una pala d’altare per la chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena. L’opera, una volta completata, fu consegnata e installata nel 1492. Veit Stoß soggiornava presso sua figlia a Münnerstadt intorno al 1504/05, quando il consiglio comunale lo contattò per la realizzazione delle sculture e di quattro dipinti su tavola, anch’essi destinati alla chiesa parrocchiale della città. Il rilievo qui presentato faceva parte, nel 2019/2020, della mostra dedicata all’opera di entrambi gli scultori.
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