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Figura di Osiride; Egitto, Periodo Tardo, 664–323 a.C. Bronzo. Dimensioni: 11,5 x 2 cm. Provenienza: Eredità familiare di Ramon Martí Alsina e Ricard Martí Aguiló. Collezione archeologica costituita a partire dagli anni ’50 da successive generazioni della famiglia, attraverso acquisizioni presso gallerie e case d’asta europee. Figura egizia in bronzo nello stile di una scultura a tutto rilievo che raffigura il dio Osiride secondo la sua iconografia tradizionale, con indosso gli attributi della regalità: la corona Atef, un bastone e una frusta o scettro Uas. Osiride è il dio egizio della resurrezione, associato alla fertilità e alla rigenerazione del Nilo, nonché protettore della vegetazione e dell’agricoltura. Presiede inoltre il tribunale del giudizio dei defunti ed è, di fatto, strettamente legato all’Aldilà. Di solito viene raffigurato mummificato, con gli attributi della regalità: la corona Atef, il bastone Hela e la frusta Nehej o lo scettro Uas, proprio come vediamo qui. Osiride era considerato il figlio primogenito di Geb, la divinità della terra, e della dea Nut, l’incarnazione del cielo. Era quindi il fratello e il marito di Iside, dalla quale ebbe un figlio postumo, Horus. Compare per la prima volta nelle fonti della V dinastia, sebbene molto probabilmente fosse venerato già da molto tempo prima. Infatti, troviamo l’epiteto Khenti-Amentiu (“capo degli Orientali”, alludente al suo ruolo di re dell’Aldilà) già in uso durante la Prima Dinastia, sia in riferimento alla divinità che come titolo faraonico. Le informazioni più preziose su Osiride si trovano nei Testi delle Piramidi della tarda V Dinastia, nella Pietra di Shabaka del Nuovo Regno e, molto più tardi, negli scritti di autori greci come Plutarco e Diodoro. Osiride era considerato non solo un giudice misericordioso, ma anche il protettore degli inferi e, quindi, il garante della crescita della vegetazione e della piena del Nilo. Inoltre, in relazione al suo mito della rinascita dopo la morte, Osiride venne associato ai cicli naturali, specialmente a quelli legati all’agricoltura. Per quanto riguarda la sua mitologia, il culto di Osiride come dio della rigenerazione e della rinascita riveste particolare interesse per via del suo concetto di immortalità. Plutarco narra una versione del mito in cui Set, fratello di Osiride, cospira con la regina d’Etiopia per ucciderlo. Set ingannò Osiride facendogli entrare in una cassa, che poi chiuse, sigillò con il piombo e gettò nel Nilo (questa cassa è l’origine del sarcofago egizio). La moglie di Osiride, Iside, trovò il suo corpo e usò un incantesimo per riportarlo in vita affinché potesse fecondarla. In seguito, il dio morì nuovamente e sua moglie nascose il suo corpo nel deserto. Mesi dopo, Iside diede alla luce Horus, che alla fine avrebbe vendicato suo padre.
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