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Gros & Delettrez

22 - Eccezionale bottiglia con decorazioni calligrafiche

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Stima

35.000 - 40.000 €

Diritti d'asta

30%

Eccezionale bottiglia con decorazioni calligrafiche Paesi Bassi, ultimo quarto del XVII secolo Calligrafia probabilmente di Bastiaan Boers (1650–1713) Altezza 19 cm (con il tappo) Provenienza: Acquistata sul mercato dell’arte londinese nel 1980, proveniente, secondo le informazioni allora fornite, dalla collezione del professor Joseph Philippe, Liegi. Bibliografia: Franciscus Gerardus Albertus Maria (F.G.A.M) Smit, Uniquely Dutch eighteenth-century stipple-engravings on glass. Peterborough, 1989 (pubblicazione privata). La bottiglia è in vetro trasparente di colore verde pallido, incisa con punta di diamante con un’iscrizione calligrafica: Maat in wyn is medecijn («Il vino consumato con moderazione è un rimedio»), tratta dall’Ecclesiaste: «Il vino è come la vita per l’uomo, se lo si beve con moderazione.» (Eccl. 31, 27). È sormontata da un tappo d’argento, collegato tramite una catenella a un anello, anch’esso d’argento, che circonda il collo. Stato di conservazione: Perfetto stato di conservazione. Il vetro presenta numerose piccole bolle d’aria e il fondo reca le consuete tracce di usura. Le sorelle Anna e Maria Roemers Visscher figurano tra le prime artiste identificate che praticarono l’incisione calligrafica su vetro. Le poche opere conservate, risalenti per lo più al secondo quarto del XVII secolo, testimoniano la loro straordinaria maestria. La loro produzione conosciuta è costituita esclusivamente da roemers, la cui coppa arrotondata e panciuta si presta particolarmente alle linee fluide e alle composizioni corsive della scrittura calligrafica. La trasparenza del vetro verde consente una doppia lettura dell’iscrizione: questa si decifra progressivamente man mano che lo spettatore fa ruotare il bicchiere, mentre le lettere situate sul lato opposto appaiono per trasparenza, creando un effetto di sovrapposizione e di movimento. Nel XVII secolo, l’incisione calligrafica su vetro costituiva un’arte quasi esclusivamente olandese, praticata principalmente da dilettanti colti come passatempo intellettuale. Il suo esponente più prolifico fu Willem van Heemskerk (1613-1693), residente a Leida, che probabilmente si familiarizzò con questa tecnica nel periodo in cui Anna Visscher risiedeva in quella città. Nel corso degli anni 1670 e 1680, incise numerosi piatti, bicchieri e bottiglie, che si preoccupava di firmare e datare. Tra gli altri incisori-calligrafi attivi nella seconda metà del XVII secolo figura Anna Maria van Schurman, studiosa nota per la sua padronanza di numerose lingue, alla quale sono attribuiti diversi bicchieri incisi. Sono note anche le opere di tre maestri di scrittura e calligrafi, che esercitavano parallelamente la professione di insegnanti: Bastiaan Boers (1650–1713), François Crama (1637–1718) e Mattheus Petit, attivo a Leida intorno al 1680–1690. Anche Maarten Boers, figlio di Bastiaan, potrebbe aver praticato quest’arte. Sebbene le incisioni di Petit appaiano in genere meno raffinate di quelle di Heemskerk, François Crama e Bastiaan Boers possono essere considerati artisti di talento paragonabile. Il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam conserva in particolare una bottiglia datata 1687 e incisa da Boers (inv. 106 KN&V), che presenta notevoli somiglianze con il nostro esemplare, in particolare i caratteristici puntini a forma di goccia che concludono alcune lettere (fig. 1). Queste analogie consentono di ipotizzare un’attribuzione a Bastiaan Boers, senza tuttavia poterla confermare. L’assenza di firma rende invece poco probabile un’attribuzione a Heemskerk, che era solito firmare e datare sistematicamente le sue opere, come si vede ad esempio sulla bottiglia datata 1686 conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna (inv. 10213) o ancora quella datata 1683 conservata al museo De Lakenhal di Leida (inv. 4124; fig. 2) con un’iscrizione anch’essa tratta dall’Ecclesiaste (Eccl. 3,12). Secondo il catalogo ragionato redatto da F. G. A. M. Smit, all’epoca erano state catalogate solo 28 bottiglie in vetro verde di questa forma, decorate con iscrizioni calligrafiche (cfr. Smit, p. 14). In base alle nostre ricerche, solo due, tra cui l’esemplare qui presentato, si trovavano ancora in mano a privati identificati. Queste bottiglie costituiscono oggi un insieme particolarmente raro sul mercato dell’arte. A nostra conoscenza, negli ultimi cinquant’anni sono state messe all’asta cinque bottiglie calligrafate in vetro verde del XVII secolo, tre delle quali sono poi entrate a far parte di collezioni pubbliche.

Testo tradotto da DeepL.
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Asta

Gabinetto delle Meraviglie V
sabato 14 novembre
02:30 PM
2, rue de Bérite
75006 Paris, Francia

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