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⊕ DIA AL AZZAWI (BRITANNICO / IRAQUEO, nato nel 1939) MU'ALLAQA DI LABID IBN RABIA (TRATTA DALLE SETTE ODI D'ORO) firmata e datata Dia Al Azzawi 1978 in basso a destra a matita; numerata 52/60 in basso a sinistra; con iscrizione Nota: un intem in vendita in basso al centro litografia su carta 90 x 64,6 cm (lastra); 104,3 x 72,2 cm (foglio); (99,9 x 77,8 cm con cornice) Proprietà di una signora, Londra Provenienza Acquistata da una galleria ad Amman, in Giordania Al Azzawi iniziò a dedicarsi all’arte sin da giovane, disegnando riproduzioni di illustrazioni tratte da riviste e scene della sua vita familiare. Questo talento naturale fu incoraggiato e sviluppato durante il periodo trascorso al liceo al-Markaziyyah, dove si diplomò nel 1958. Frequentò poi il College of Arts di Baghdad, conseguendo la laurea in archeologia nel 1962. Durante quel periodo, Al Azzawi fu incoraggiato dagli amici del gruppo al-Marsam al-Hurr (lo Studio Libero) a frequentare i corsi serali presso l’Istituto di Belle Arti per proseguire i suoi studi artistici, che completò nel 1964. Le sue prime opere attingevano da molteplici fonti di ispirazione, tra cui le statuette sumere, i motivi visivi della cultura popolare e della vita quotidiana, nonché leggende e folklore quali Gilgamesh e l’Imam Hussain. Dopo essersi trasferito a Londra nel 1976 per ampliare la propria pratica artistica e sfuggire allo Stato ba'athista sempre più oppressivo, Al Azzawi iniziò a esplorare l’interazione tra immagini e parola scritta attraverso sperimentazioni con la poesia, come l’ al-qaseedah al-marsumah o «poesia disegnata». Il lotto in questione proviene dalla sua celebre rappresentazione delle Mu’allaqat, ovvero le Odi Sospese. Nell’VIII secolo, un recitatore di poesia iracheno di nome Hammad al-Rawiya raccolse sette famose poesie preislamiche in un’antologia denominata Mu’allaqat, ovvero le Odi Sospese. Hammad era famoso a Damasco e a Baghdad per aver memorizzato e recitato questi versi, che aveva appreso direttamente dalle tribù beduine nel deserto arabo. Secondo una leggenda del VI secolo, questi poemi venivano onorati durante i Sacri Mesi di Pace. In quel periodo, le tribù del deserto sospendevano i propri conflitti per partecipare a un pellegrinaggio annuale e a una fiera presso l’area espositiva di ‘Ukaz, vicino alla Mecca. I clan rivali si riunivano per commerciare, banchettare e ascoltare le esibizioni dei poeti. La leggenda narra che le sette poesie vincitrici fossero scritte con inchiostro d’oro su lino egiziano e appese alla Ka’ba alla Mecca come trofei. Sebbene gli storici discutano sulla veridicità di questa storia, l’immagine della poesia preislamica appesa al santuario sacro collega le antiche tradizioni del deserto alla successiva storia islamica. I sette poeti divennero figure leggendarie, ciascuno ricordato con un soprannome distintivo: quella scritta da Labid (“l’Uomo dal Bastone Storto”) è molto venerata per la sua filosofia calma e serena, la totale assenza di amare allusioni politiche e le magnifiche descrizioni della natura e della vita beduina. Tra i poeti delle Mu'allaqat, Labid è unico in quanto è l’unico ad aver vissuto a lungo nell’era islamica e ad aver abbracciato l’Islam. In seguito alla sua conversione, smise definitivamente di comporre poesie, affermando che per lui la maestosità del Corano le aveva sostituite. La rappresentazione illustrata delle Mu'allaqat realizzata da Al Azzawi è uno degli esempi più vivaci e complessi della visione che l’artista ha dell’Iraq e della storia preislamica del mondo arabo, nonché della sua influenza sulla cultura visiva contemporanea.
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