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⊕ ‡ ADEL EL SIWI (EGIZIANO/ITALIANO, nato nel 1952) FACES (COPPIA) entrambe firmate e datate Siwi 07 in basso a sinistra ciascuna in tecnica mista su carta entrambe 48 x 64 cm (84 x 64 cm con cornice) (2) Proveniente dalla Collezione della Famiglia Zulficar, Alessandria Adel El Siwi è noto soprattutto per i suoi monumentali dipinti figurativi, uno stile che coniuga la precisione clinica derivante dalla sua formazione medica con un profondo fascino per l’estetica storica egizia. La sua opera è caratterizzata da una qualità «ieratica»: una quiete formale, rigida e sacra che ricorda l’arte faraonica e le icone copte. Spesso si concentra sul volto umano, rappresentandolo in scala sovradimensionata che ne spoglia l’identità individuale per esplorare archetipi psicologici più universali. Sebbene la sua formazione medica influenzi la sua comprensione dell’anatomia umana, la sua esecuzione è raramente realistica. Al contrario, tratta i suoi soggetti con un senso di «maestà orientale», spesso allungandone i lineamenti e collocandoli in uno spazio silenzioso e statico. Queste opere fanno parte di una serie limitata che unisce le caratteristiche delle maschere africane e dei volti faraonici. Il volto si presenta come un flusso potente, diventa lo spazio stesso piuttosto che abitarlo. El Siwi ha iniziato a lavorare su questo tema negli anni ’90, proseguendo fino agli anni 2000. Si tratta di un tentativo di emancipare l’ombra: lo spettatore oscilla tra una maschera, una testa e un’ombra. Dal punto di vista tecnico, lo stile di El Siwi è caratterizzato da un uso sofisticato di una tavolozza limitata, spesso dai toni terrosi. Evita un’eccessiva ornamentazione, preferendo creare profondità attraverso strati di pittura che generano una sottile luminosità interna. L’atmosfera delle sue opere è spesso descritta come cupa o malinconica, priva di festosità ma ricca di peso psicologico. Questo approccio gli permette di navigare tra il capriccioso e il profondo, utilizzando mezzi tradizionali per mantenere un dialogo con il passato mentre affronta i temi contemporanei dello sradicamento e della memoria. Adel El Siwi (nato nel 1952 a Behera) è un artista che vive al Cairo, il cui lavoro è influenzato da una formazione in medicina e da un decennio trascorso in Europa. Sebbene abbia studiato medicina all’Università del Cairo tra il 1970 e il 1976, ha contemporaneamente intrapreso studi indipendenti presso la Facoltà di Belle Arti dal 1974 al 1975. Nel 1980 si è trasferito a Milano, in Italia, dove ha esercitato la professione per dieci anni prima di tornare al Cairo per aprire il proprio studio permanente. Il curriculum professionale di El Siwi comprende numerose mostre personali in Medio Oriente e in Europa, tra cui esposizioni in Egitto, Libano, Siria, Tunisia, Italia, Francia, Inghilterra, Bahrein e Dubai. Ha partecipato frequentemente alle principali biennali internazionali, esponendo le sue opere alla Biennale del Cairo (1996, 2008), alla Biennale di Sharjah (1997) e alla Biennale di Venezia (2009). Tra le sue partecipazioni a mostre collettive figurano importanti rassegne quali «Rencontres Africaines» (1994) e «Oum Kalsoum: La Quatrième Pyramide» (2008) presso l’ Institut du Monde Arabe di Parigi; «Modernities and Memories» alla Biennale di Venezia del 1997 Biennale di Venezia del 1997 e “Word into Art” a Dubai nel 2008. Inoltre, le sue opere sono state presentate in progetti di proiezioni urbane organizzati da “Le Laboratoire: Sculpture Urbaine”, che ha proiettato le sue immagini su edifici storici a Rio de Janeiro, Grenoble e Algeri. Oltre alla sua attività in studio, El Siwi contribuisce agli studi sull’arte araba attraverso il suo lavoro di traduttore. Ha tradotto in arabo diversi testi fondamentali di storia dell’arte, tra cui scritti di Leonardo da Vinci e Paul Klee.
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