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COLLAO DI ACQUAMARINA E GRANATO DEL PRIMO NOVECENTO, CIRCA 1910. Acqualine a forma di pera, a forma di pera, a forma di aquilone e a forma di marquise, intervallate da granati a forma di cuscino in montature a collet ribassate, su una catena posteriore a maglie belcher con chiusura a barilotto, senza punzonatura. Dimensioni: 39,0 cm di lunghezza, sezione frontale pendente lunga 5,7 cm. Peso lordo: 11,3 grammi. Provenienza:Bonhams, Gioielli, 9 ottobre 2013, lotto parziale 158, proveniente dalla famiglia di William Holman Hunt. William Holman Hunt (1827-1910) dimostrò talento artistico e passione sin da giovane, nonostante le obiezioni del padre riguardo alla sua scelta di intraprendere una carriera nel mondo dell’arte. Nonostante ciò, e nonostante le difficoltà finanziarie, la sua instancabile determinazione a diventare un artista gli permise di realizzare le proprie ambizioni, entrando a far parte delle Royal Academy Schools nel 1844. In quel periodo conobbe John Everett Millais, che sarebbe diventato suo amico per tutta la vita, e insieme contribuirono a gettare le basi della Confraternita Preraffaellita nel 1848. Hunt introdusse anche Dante Gabriel Rossetti nella Confraternita al momento della sua fondazione, un’alleanza su cui in seguito avrebbe riflettuto in modo meno favorevole.Con un’attenzione particolare al realismo e ai colori vivaci, i temi principali di Hunt traevano ispirazione dal simbolismo religioso e dalla moralità. Opere come *The Scapegoat* (*Il capro espiatorio*), dipinto dopo un soggiorno in Terra Santa dedicato allo studio del paesaggio, della luce e della topografia del luogo, e *The Awakening Conscience* (*Il risveglio della coscienza*) incarnano la sua inclinazione artistica.La sua vita privata fu, a tratti, tumultuosa. Dopo un fidanzamento fallito con la prolifica modella preraffaellita Annie Miller, dovuto in parte al suo flirt e alla possibile relazione con Rossetti, dovette anche affrontare la morte della sua prima moglie, Fanny Waugh, poco più di un mese dopo la nascita del loro figlio, Cyril Benoni. In seguito sposò la sorella minore di Fanny, Edith; le nozze si celebrarono in Svizzera, poiché all’epoca in Inghilterra il matrimonio con la sorella di una moglie defunta era considerato incestuoso e quindi illegale. Il matrimonio li allontanò dalle loro famiglie, ma i due rimasero devoti l’uno all’altra. Insieme ebbero due figli, una figlia, Gladys, e un figlio, Hilary. La storica dell’arte Judith Bronkhurst segnala l’esistenza di un taccuino senza data, con la copertina marrone, scritto da Gladys e recante la dedica «Catalogo dei gioielli in argento delle opere di W. Holman-Hunt al 18 di Melbury Road». I lotti 75, 76 e 78 sono menzionati specificatamente nell’inventario, che registra il contenuto della residenza in cui Hunt morì nel 1910 e dove Edith continuò a vivere fino alla sua morte, avvenuta nel 1931.La figlia di Hilary, Diana Holman-Hunt, scrisse in seguito nelle sue memorie, *My Grandmothers and I*, che Edith era nota per dire: «Il caro Holman mi ricopriva letteralmente di regali». Diana descrisse anche una stanza al numero 18 di Melbury Road, la casa della famiglia Hunt, scrivendo: «La stanza era come la caverna di Aladino, con tutti quei gioielli in giro e il sacco d’oro sotto il letto».
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