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Schuiten FRANÇOIS SCHUITEN LE CITTÀ OSCURE La febbre di Urbicande (Vol. 2), Casterman 1985 Tavola originale n. 55, pubblicata in anteprima su (À Suivre) n. 72 del gennaio 1984. Firmata. Inchiostro di china su carta 36,5 × 50,3 cm (14,37 × 19,8 pollici) Notevole tavola tratta dall’album chiave delle Città oscure, quello in cui la rete, partita da un cubo in espansione portato all’urbatecte Eugen Robick, ha iniziato a invadere l’intera città, sconvolgendo l’ecosistema urbano. Questa storia polisemica, sceneggiata in collaborazione con Benoît Peeters, permette a François Schuiten di costruire le sue pagine secondo i propri desideri estetici, che traggono ispirazione tanto dalle incisioni degli illustratori di Jules Verne (de Neuville, Riou, Benett…) quanto dalle strutture in metallo, cemento e vetro di Victor Horta. Ne vediamo qui tutta la portata: il racconto è il pretesto per visitare questa piscina in stile Art Déco, il cui tetto è sostenuto da imponenti volute in cemento armato. L’autore ci fa inoltre notare che la piscina è quella della Butte aux Cailles, una delle più antiche di Parigi (1922), e che questo straordinario edificio è opera dell’architetto Louis Bonnier. Oltre all’ambientazione, documentata e realizzata con grande cura, si noterà che le sfumature di grigio, tracciate minuziosamente, rimangono incerte e costituiscono l’ultimo segno dell’influenza di Claude Renard, che animava l’atelier in cui Schuiten aveva mosso i primi passi. Tra la narrazione e il disegno, fino al lettering in corsivo italico, si instaura una coerenza grafica che conferisce un’aura di mistero a quest’opera fuori dal comune. Ricordiamo che Schuiten ha donato una parte delle sue tavole al Museo di Angoulême e alla Fondazione Re Baldovino I: le tavole di questo periodo sono, di conseguenza, molto rare sul mercato.
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