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Diego Giacometti (Svizzero, 1902–1985) Tavolino “Berceau”, prima versione, progettato intorno al 1963 bronzo patinato, vetro Firmato due volte “Diego” sulla base in bronzo. 14 ? h × 54 w × 15 ¾ d in. | base 56 ¼ × 14 ½ × ? pollici | vetro Ringraziamo il signor Philippe Meier per le ricerche condotte. Poche opere di arredamento riescono a coniugare il mondo dell’arte e quello del design con la stessa maestria del tavolo «Berceau» di Diego Giacometti. Diego affinò le sue abilità scultoree lavorando al fianco del fratello Alberto a Parigi, dove i due vissero e collaborarono per quattro decenni, a partire dalla fine degli anni ’20. Sebbene Alberto possa essere emerso come l’artista più celebre, Diego operò come abile artigiano che dava vita alle visioni di Alberto, conferendo alle loro sculture texture e patine distintive. Insieme, i fratelli si muovevano nei vivaci circoli artistici e intellettuali di Parigi, stringendo amicizia con personaggi del calibro di Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir e Jean Genet e collaborando con il gigante del design Jean-Michel Frank. Durante gli anni ’30, i fratelli realizzarono diversi progetti di arredamento, tra cui tavoli, sedie e lampade, in collaborazione con Frank. Col passare del tempo, queste «sculture funzionali» sarebbero diventate la forma espressiva preferita di Diego, consentendogli di fondere il suo istinto artistico con la maestria artigianale che aveva affinato nel corso degli anni di collaborazione con Alberto. Dopo la morte di Alberto nel 1966, Diego continuò a realizzare i mobili in bronzo che avrebbero definito la sua eredità duratura. Ideato nel 1963, il tavolo Berceau, nella sua prima versione, incarna l’evoluzione e l’affermazione di Diego come voce artistica indipendente. Il design del tavolo è caratterizzato da un affascinante gioco di contrasti. Le gambe slanciate si incurvano con grazia per formare il “berceau” (termine francese che significa “culla”) e conferiscono al tavolo un senso di leggerezza che smentisce la robusta struttura in bronzo. La superficie patinata, dalla ricca texture, introduce una qualità quasi elementare, in netto contrasto con la delicatezza visiva dei ripiani in vetro spesso. Grazie all’equilibrio tra le linee eleganti e il carattere tattile e modellato a mano del bronzo, il tavolo dimostra la straordinaria padronanza di Diego in materia di proporzioni, materiali e forme. Il risultato supera i confini convenzionali tra arredo e scultura, unendo vitalità espressiva e funzionalità. Opera proveniente dalla collezione di Mai Hallingby Harrison, Palm Beach, FL e Southampton, NY Questo lotto si trova a New York. Bibliografia: Daniel Marchesseau, Diego Giacometti, Parigi, 1986, p. 67 Michel Butor, Jean Vincent, Diego Giacometti, Parigi, 1985, p. 143
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