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RARO PICCOLO TAVOLINO OTTOMANO IN ARGENTO in argento massiccio (titolo 800 °/°°), con piano circolare circondato da un doppio fregio a perline e striato. La base a forma di balaustra è decorata con un motivo cesellato di foglie d’acanto nella parte superiore e da un fregio a intrecci con fioroni nella parte inferiore. Poggia su tre piedini sagomati a forma di scanalatura, decorati con volute e tralci fogliati. Turchia ottomana, fine del XIX secolo o inizio del XX secolo. Punzoni con la Tugra e il Saf del sultano Abdülhamid II (regno dal 1876 al 1909). Altezza: 47,5 cm - Diametro: 32,5 cm - Peso lordo: circa 7.200 g. (segni di usura e graffi dovuti all’uso) Provenienza: – Secondo la tradizione, acquisito da Philip Henry Wodehouse Currie, 1° barone Currie (1834-1906), ambasciatore presso la Sublime Porta (Impero ottomano) tra il 1893 e il 1898, poi tramandato per via ereditaria fino ad oggi. Descrizione: L’identificazione dei punzoni apposti su questo eccezionale oggetto d’argento ci trasporta a Costantinopoli, alla fine del XIX secolo, sotto il regno del sultano Abdülhamid II (1876-1909). La sua tuğra, monogramma calligrafico imperiale, costituisce uno dei punzoni caratteristici dell’oreficeria ottomana di quel periodo. Per le sue proporzioni e la sua raffinatezza, questo piccolo tavolino ausiliario, o sehpa, appartiene a una produzione di grande lusso, destinata agli interni più prestigiosi. La sua silhouette di ispirazione occidentale, con la base a treppiede, il fusto a balaustra e il repertorio ornamentale classico, testimonia l’evoluzione del gusto delle élite ottomane nel XIX secolo. Questa occidentalizzazione delle arti decorative, avviata sotto i regni precedenti, trovò una delle sue espressioni più spettacolari nella costruzione e nell’allestimento del palazzo di Dolmabahçe, edificato sulle rive del Bosforo tra il 1843 e il 1856, sotto il regno di Abdülmecid I. Gli stili europei, in particolare il neoclassico, il barocco e il rococò, si fusero con le tradizioni artistiche ottomane, dando vita a un linguaggio decorativo originale, particolarmente apprezzato negli ambienti di corte. L’interesse del nostro tavolino risiede anche nella sua presunta provenienza. Secondo la tradizione familiare, sarebbe appartenuto a Sir Philip Henry Wodehouse Currie, eminente diplomatico britannico, ambasciatore a Costantinopoli durante il regno di Abdülhamid II. La sua carriera lo collocò al centro delle relazioni politiche e diplomatiche tra le due potenze. La presenza di questo prezioso mobile tra i suoi discendenti induce quindi a ipotizzare che si tratti di un dono diplomatico, secondo un’antica prassi delle corti ottomane, dove gli oggetti di oreficeria e le creazioni di lusso partecipavano a pieno titolo al cerimoniale degli scambi tra sovrani e rappresentanti stranieri. Al di là del suo notevole peso in argento e della qualità della sua lavorazione, il nostro tavolino costituisce quindi una preziosa testimonianza degli scambi artistici e diplomatici tra l’Impero ottomano e l’Europa alla fine del XIX secolo.
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