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Van Ham

670 - MEISSEN

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35%

MEISSEN Titolo: Un mulino a vento e un mulino ad acqua in porcellana estremamente rari. Data: Modello del 1749/1750 circa. Fuso in epoca. Progettisti: Modello di Johann Joachim Kaendler e Johann Gottlieb Ehder (attribuito). Materiale: porcellana, arricchita con colori. Dimensioni: altezza 16 cm. Marchio: marchio delle spade dipinto di blu sotto smalto sulla base. Descrizione: una base irregolare, modellata in modo naturalistico, con fiori e foglie in rilievo. Al centro è collocato un mulino a vento costituito da una struttura cilindrica in muratura e da un corpo del mulino con una calotta. Sono presenti aperture rotonde nel tetto a due falde, nella calotta e nel corpo del mulino. Nella parte anteriore è raffigurata una scala appoggiata con un’asta. Il mulino è menzionato solo due volte nelle fonti storiche. La prima menzione si trova nella corrispondenza tra Charles-Philippe d’Albert, duca di Luynes e Chevreuse, e l’inviato danese a Parigi, il signor von Bernstorff. Da questa corrispondenza emerge che il conte commissionò quattro modelli in cera alla manifattura di Meissen (Kunze-Köllensperger 1996, p. 39 e segg.). A differenza del gruppo raffigurante un pastore, un cane e delle pecore, descritto in dettaglio, i modelli architettonici vengono semplicemente menzionati, senza che vengano forniti ulteriori dettagli riguardo al loro design. Un secondo riferimento si trova nell’inventario della pasticceria di Brühl datato 1° ottobre 1753. In tale inventario, il mulino è elencato sotto la voce «Edifici, case e simili» insieme ad altri 92 oggetti (Kunze-Köllensperger 2000, p. 235). I documenti scritti non forniscono ulteriori dettagli riguardo al progetto del modello. Ai fini della presente indagine, pertanto, riveste particolare interesse uno stampo grezzo proveniente dalla Manifattura statale di porcellana di Meissen, illustrato da Kunze-Köllensperger sia in una vista d’insieme (Kunze-Köllensperger 2015, p. 96) e con i singoli modelli (Kunze-Köllensperger 2000, p. 121). Un confronto tra le fotografie non lascia alcun dubbio sull’attribuzione dell’oggetto. Le somiglianze sono evidenti non solo nel disegno complessivo del mulino, ma anche in dettagli specifici, come la posizione delle aperture circolari nella calotta del mulino, la cui funzione rimane poco chiara. Le aperture nel frontone, d’altra parte, erano evidentemente utilizzate per fissare le pale del mulino a vento, che probabilmente erano originariamente presenti sull’esemplare qui presentato ma che sono andate perdute nel corso del tempo. Inoltre, la struttura in intonaco grezzo è priva della scala e del palo, che sono invece conservati sull’esemplare in vendita e, data la loro integrazione strutturale, appartengono chiaramente al mulino. La funzione originaria del palo come elemento architettonico non può ancora essere determinata con certezza. Potrebbe trattarsi di una «coda del mulino», utilizzata per orientare le pale del mulino a vento verso il vento. Tuttavia, la sorprendente somiglianza nel design con le coppe da bevanda in argento a forma di mulino, molto diffuse nel XVII secolo, suggerisce che la combinazione di scala e palo sia stata modellata su questo tipo di oggetto. Le coppe a forma di mulino a vento non erano solo oggetti artistici e curiosi da esposizione, ma servivano anche per un gioco alcolico in cui le pale in movimento e il tubo di soffiaggio fissato accanto alla scala rivestivano un’importanza centrale. Soffiando nel tubo si mettevano in moto le pale del mulino a vento. Lo scopo era quello di svuotare la coppa mentre le pale stavano ancora girando. Sono noti vari modelli del tubo di soffiaggio, compresi esempi in cui esso attraversa la scala. Quando questo motivo decorativo è stato trasferito su un modello in porcellana, la funzione originaria del tubo è andata perduta, mentre il palo è rimasto come riferimento formale alle coppe a forma di mulino a vento. I dettagli del mulino qui presentato sono caratteristici della pittura che si riscontra su oggetti simili di questo periodo. La muratura della base del mulino, delineata in rosso ferro, l’ombreggiatura delle parti in legno, e il disegno della porta con dettagli quali i cardini e il buco della serratura mostrano somiglianze stilistiche e artigianali con la pittura della casa con l’argano a fune (illustrata in Kunze-Köllensperger 2015, p. 60, n. cat. 19). Una caratteristica distintiva del mulino a vento qui presentato è la base, dipinta su tutta la superficie con ricche tonalità di verde e giallo, come si può osservare, ad esempio, anche su una capanna di gesso (illustrata in Kunze-Köllensperger 2015, p. 58, n. cat. 18). È risaputo che gli edifici del villaggio olandese realizzato per la pasticceria di Brühl non presentavano zoccoli in terra battuta. Tali zoccoli, tuttavia, furono aggiunti alle versioni prodotte per il mercato francese, in linea con i gusti francesi dell’epoca. In questo contesto, le specifiche dettagliate relative al disegno dello zoccolo contenute nella commissione per un gruppo di pastori di Charles-Philippe d’Albert, duca di Luynes, sono particolarmente rivelatrici: «Una base piatta lunga 5 pollici e larga 7 pollici, sulla quale si erge un pastore appoggiato al tronco di un albero. Con lui c’è il suo cane, che non deve necessariamente essere sdraiato. Leggermente a sinistra del pastore ci sono sei pecore: due sono sdraiate, due stanno pascolando e le altre due si guardano intorno invece di mangiare. Lo sfondo deve t

Testo tradotto da DeepL.
Fa fede solo la versione originale

Asta

Opere d'arte e Art Nouveau
giovedì 19 novembre
11:00 AM
Hitzelerstrasse, 2
50968 Cologne, Germania

Casa d’aste

Van Ham +(49)2.21.92.58.620 cr-works-of-art@van-ham.com
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