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Wattebled & Portay

238 - Joseph FOUCHE (1759-1820). Manoscritto autografo intitolato «Circolare ai prefetti e agli agenti del Ministero della Polizia, in merito al ritorno del Re nella capitale e ai nuovi rapporti che si instaureranno tra il ministro e i suoi subordinati». S.l.n.d. [circa luglio 1815]. 3 pp. in-folio piccolo. Cancellature, aggiunte e correzioni.

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Joseph FOUCHE (1759-1820). Manoscritto autografo intitolato «Circolare ai prefetti e agli agenti del Ministero della Polizia, in merito al ritorno del Re nella capitale e ai nuovi rapporti che si instaureranno tra il ministro e i suoi subordinati». S.l.n.d. [circa luglio 1815]. 3 pp. in-folio piccolo. Cancellature, aggiunte e correzioni. Dopo i Cento Giorni, Fouché, riconfermato ministro della Polizia, invita all’unione nazionale attorno a Luigi XVIII per riportare la calma in Francia e salvare la Patria: Il Re ha ripreso l’esercizio [frase cancellata]. I vostri rapporti si fonderanno su due grandi obiettivi: il rafforzamento dell’ordine pubblico e la pacificazione della Francia. Nelle circostanze in cui le nostre sconfitte ci avevano posto, non si poteva più tentare alcun mezzo di salvezza senza avere un governo riconosciuto dalle altre potenze. Questo ostacolo è appena cessato e questa prima condizione è soddisfatta dal ritorno del Re nella capitale. Questo evento, che ha arrestato il corso delle nostre disgrazie, ci restituirà presto la pace. Se i desideri del re fossero esauditi; ma non si può parlare di pace ai sovrani finché essi non vedranno nella fine delle nostre agitazioni e nell’unione del popolo e del trono una garanzia certa della nostra tranquillità e di quella dell’Europa. Le nostre discordie ci hanno già causato abbastanza male: dobbiamo forse sacrificarvi anche la nostra esistenza nazionale? Quando si è trattato solo dei mezzi per prevenire o respingere la guerra, il patriottismo ha potuto esitare tra diverse opinioni. Ora non può avere che un unico obiettivo: porre fine alle devastazioni della Francia. La necessità disarma persino il coraggio. Il desiderio di pace scaturisce da tutti i cuori perché è l’espressione di tutti gli interessi. Esso dominerà tutti i partiti, trionferà sulle loro passioni perché tutti i partiti sono composti da francesi. Le stesse condizioni di pace dipendono ancora dalla nostra intima unione con il Monarca. La lotta dei negoziati è interamente nazionale ed è legata alla causa della nostra indipendenza. Qualunque siano le sue battute d’arresto, un grande popolo, attraverso la voce del capo dello Stato, può ancora rivendicare e far trionfare i propri diritti perché la giustizia è [sic] al di là dei colpi della sorte, ma la voce delle fazioni, giustamente respinte, non riuscirebbe a farsi sentire. Poiché la resistenza fisica non è più legittima e quella morale è inutile, il vero dovere, come il vero coraggio, consiste ora nel riunirci in un unico fascio attorno al Monarca. Che l’esercito conquisti un nuovo onore seguendo l’esempio di questa unione, e la nostra patria, riprendendo il proprio posto tra gli Stati d’Europa, ritroverà nella sua fedeltà e in una lunga pace nuove fonti di prosperità. L’ultima pagina riporta la bozza di un proclama rivolto ai francesi di tutti i partiti, di tutte le opinioni, di tutte le classi sociali, che promette loro l’intera gamma delle libertà e dei diritti che desiderate dal 1789: rappresentanza nazionale indipendente, camere dotate di ampi poteri, un governo prudente e responsabile, libertà di stampa, abolizione dei diritti feudali e dei privilegi, ecc.

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Vente

Grande svendita da catalogo - Hôtel Couvent des Minimes, Lille
mardi 17 novembre
14:00
Hôtel Alliance, couvent des Minimes, 17, quai de Wault
59800 Lille, France

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