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Henry de MONTHERLANT (1895-1972). Corrispondenza composta da 19 lettere, di cui 17 autografe e firmate e due firmate, indirizzate a Julien GREEN. Dal 1951 al 1972. Circa 30 pagine di vari formati. Numerose buste conservate. Bella e burrascosa corrispondenza letteraria: - 25 novembre 1951. Montherlant attacca violentemente Green: [ ] Quando ho letto nel suo Diario ciò che scriveva su *La R[eine] Morte* e soprattutto su *Santiago*, ho provato un moto di gratitudine e stavo per afferrare la penna per dirglielo: non sono abituato a che un collega scriva di me in questi termini. Ma, più avanti, la sua pagina 323 mi ha gelato il sangue. Lì lei approva il giudizio che vi viene espresso su di me (è questo il chiaro senso della sua replica). Ebbene, trovo inconcepibile che un uomo esprima un simile giudizio su un uomo di cui non sa nulla. Un uomo onesto e serio come quello che tutti dicono che lei sia. Abbastanza inconcepibile anche, su un altro piano, che un uomo che per professione è un conoscitore di anime non sappia che non esistono solo stronzi, ma esseri che in un momento sono coraggiosi, in un altro più che coraggiosi, intrepidi e pronti ad affrontare il pericolo, in un altro ancora stronzi e vergognosi di esserlo, e in un altro ancora stronzi che si divertono a esserlo. Ecco cos’è ogni uomo. E io. E voi. Ed è così che deve essere [ ]. Ancora qualche mese e si riceve dal proprio insultatore un bel libro con una dedica ammirata – ammirata per lo scrittore, ovviamente, esclusivamente. In verità, non so più cosa pensare... . -[Fine 1951]. Due bozze dattiloscritte contenenti due versioni della risposta di Julien Green (qui allegate): [ ] vado da uno scrittore famoso per dirgli semplicemente che amo i suoi libri e vengo accolto da ruggiti. Nel mio diario lei è citato solo nei termini più elogiativi. Perché tiene tanto a riconoscersi nelle vesti di un codardo anonimo e da dove le viene l’idea che io approvi Gide? [ ]. Crede davvero che si voglia ledere il suo onore? Non le basta essere uno degli scrittori più rari di quest’epoca…? Perché mi parla di ciò che ha fatto o di ciò che non ha fatto nella Francia occupata? Trovo queste dispute meschine [ ], ecc. A partire dal 1953, i due uomini sembrano momentaneamente riconciliati e parlano ormai solo di letteratura, in particolare de *Il Maestro di Santiago*, de *La Regina Morta*, de *I Ragazzi*, ecc. Montherlant elogia le opere del suo collega («Sud», «Terre Lointaine», «Années faciles», «L’Ombre», ecc.). Il 27 marzo 1967, Montherlant si irrita nuovamente leggendo un articolo di Green su Port-Royal, ecc. Si allegano vari documenti, tra cui: - Pagina di frontespizio de *La Guerre Civile* (1965) con dedica autografa firmata a Julien Green. - Bozze dattiloscritte (due autografe, una copiata da Robert de Saint Jean e due riproduzioni) di lettere di Green a Montherlant, alcune in risposta alle missive sopra descritte, altre riguardanti *Le Maître de Santiago*, *L’Ennemi*, L’Ombra, Manon, Il pomeriggio di un fauno, Quo vadis, o ancora Jouvet, i padri Cognet e Couturier, Gide, ecc. (circa 15 pagine in-4 o in-8). - Ritagli di giornale sulla morte e sul testamento di Montherlant, conservati da Green.
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