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Ciclismo / Bordeaux-Parigi / V. Dupuy Medaglia di partecipazione alla seconda edizione della gara Bordeaux-Parigi, 1892 Dritto: Gara tra un ciclista e una locomotiva incorniciata da alloro, firmata A. Erdmann. Un medaglione unifacciale con la stessa composizione, anch’esso firmato A. Erdmann, è conservato al Museo d’Orsay (inv. MEDOR 497) Rovescio: Iscrizione «Gara Bordeaux-Parigi. 14 maggio 1892. Giornale Le Véloce-Sport» e «Dedicato al signor Dupuy». Con palma e corona di quercia Bronzo con patina ramata, punzone della Zecca di Parigi. Diametro 5 cm (segni di usura sulla patina) Dupuy, originario di Beaufort-en-Vallée (Anjou), è uno di quei pionieri che hanno contribuito ai momenti di gloria del ciclismo nascente. Ciclista di statura modesta (1,63 m per 58 kg), completò la gara Bordeaux-Parigi in 37 h 44, contro le 25 h 37 del vincitore. All’11° posto al 100° chilometro, mentre diversi favoriti (Corre, Marius Allard, Huzelstein) si erano ritirati, si classificò 15° su 30 arrivati, senza aver potuto beneficiare degli allenatori e dei massaggiatori riservati ai campioni. Corre su una Peugeot da 17,5 kg, in un’epoca in cui i costruttori francesi si stanno affermando: il vincitore e il secondo classificato guidano una Clément, equipaggiata con i nuovi pneumatici smontabili Michelin. Dupuy riceve inoltre una seconda medaglia, offerta dal signor Busquet al primo corridore arrivato su una bicicletta con pneumatici a camera d’aria, senza camera d’aria. È l’epoca in cui la bicicletta soppianta definitivamente il grande-bi. Il 4 luglio 1892 partecipa alla Parigi-Nantes-Parigi (oltre 1.000 km) tra i 67 iscritti. Si classifica ottavo in una gara segnata dai ritiri di Stéphane e Jules Dubois, e vinta da Marius Allard. Più che un semplice ricordo di partecipazione, questa medaglia è quella di un vero corridore, testimone degli esordi eroici del ciclismo agonistico. Questa edizione della Bordeaux-Parigi è del resto raccontata nel primo numero della rivista *La Bicyclette*, pubblicato quasi giorno per giorno.
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