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Attribuita a VERNER PANTON (Danimarca, 1926–1998). Poltrona girevole “Wire Cone”, Danimarca, 1960, Metallo cromato. Dimensioni: 75 x 60 cm; 45 cm (altezza della seduta). La “Wire Cone” di Verner Panton nasce da una delle sperimentazioni più caratteristiche del designer danese: la trasformazione di forme geometriche elementari in mobili dall’aspetto futuristico. La sua storia è legata alla Cone Chair, progettata nel 1958 per il ristorante Kom Igen in Danimarca, i cui interni Panton concepì come un insieme coerente, dall’arredamento all’illuminazione e ai tessuti. La sedia originale si basava su una forma conica imbottita poggiata su una base girevole, trasformando una semplice figura geometrica in una seduta avvolgente e scultorea. Partendo da questa idea, Panton sviluppò una versione realizzata in filo metallico, il Wire Cone, che sostituisce il guscio solido con una struttura più aperta e leggera. Nel corso della sua carriera, Verner Panton ha creato una varietà di progetti innovativi e futuristici, in particolare quelli realizzati in plastica e caratterizzati da colori vivaci. La maggior parte dei suoi progetti più noti è ancora in produzione. Verner frequentò la Scuola Tecnica di Odense e poi studiò architettura all’Accademia Reale di Belle Arti di Copenaghen, laureandosi nel 1951. Nei primi anni della sua carriera, tra il 1950 e il 1942, lavorò presso lo studio di architettura di Arne Jacobsen. Nel 1955 aprì il proprio studio di architettura e design, guadagnandosi la fama grazie ai suoi mobili basati su forme geometriche, prodotti dall’azienda Plus-linje. Verso la fine degli anni ’50, i suoi progetti di sedie — prive di gambe e di uno schienale ben definito — divennero sempre più anticonvenzionali. Negli anni ’60, Panton avviò la sua collaborazione con Vitra, un rapporto che da allora è rimasto molto stretto e che è culminato nel 2000 con una mostra retrospettiva sull’opera di Panton presso il Vitra Design Museum. Le sue opere sono attualmente esposte al Design Museum di Londra e al MoMA di New York, oltre che in numerose altre istituzioni.
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