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SHIRO KURAMATA (Tokyo, 1934–1991) per Cappellini Comodino “Solaris”, progettato nel 1977. Collezione “Progetti Compiuti”, modello PC_8. Legno di frassino tinto nero, gambe in metallo con finitura color alluminio e maniglie in metallo laccato nero. In buone condizioni. Presenta lievi segni di usura e una piccola scheggiatura localizzata. Riferimento: Deyan Sudjic, Shiro Kuramata: Catalogue of Works, Phaidon, Londra, 2013, p. 302, n. 204. Dimensioni: 154 x 140 x 80 cm. Progettato nel 1977, “Solaris” è una delle creazioni più caratteristiche di Shiro Kuramata, figura chiave del design giapponese contemporaneo, il cui lavoro ha trasformato la concezione tradizionale dell’arredamento attraverso la sperimentazione di proporzioni, materiali e percezione spaziale. Originariamente concepito con il nome di “Furniture on Four Legs”, il pezzo fu in seguito ribattezzato “Solaris”, in riferimento all’omonimo film di Andrei Tarkovsky del 1972, i cui temi legati alla memoria, ai sogni e al subconscio trovarono particolare risonanza nell’universo creativo del designer. La cassettiera presenta un corpo rettangolare articolato da 28 cassetti disposti su quattro file che formano una rigorosa griglia geometrica. Questo volume compatto, realizzato in legno tinto di nero, poggia su quattro snelle gambe cilindriche con finitura metallica, creando un contrasto sorprendente tra la solidità della parte superiore e la leggerezza visiva della base. Le proporzioni volutamente sbilanciate creano un senso di sospensione, caratteristico dell’interesse di Kuramata nel mettere in discussione le convenzioni strutturali dell’arredamento. Il progetto è stato inizialmente prodotto in Giappone dalla Ishimaru Co. Ltd., prima di essere inserito nel catalogo dell’azienda italiana Cappellini, che ne ha acquisito i diritti di produzione nel 1985. Il modello fa parte della collezione “Progetti Compiuti” ed è presente in collezioni istituzionali, in particolare con un esemplare conservato nelle collezioni del CID – Grand-Hornu in Belgio. Shiro Kuramata è stato uno dei designer giapponesi più influenti della seconda metà del XX secolo. Formatosi presso il Kuwasawa Design Institute, fondò il proprio studio a Tokyo nel 1965 e partecipò al movimento Memphis a partire dal 1981, al fianco di Ettore Sottsass. Il suo lavoro si contraddistingue per un approccio poetico e sperimentale al design, incarnato in opere iconiche quali “Glass Chair” (1976), “How High the Moon” (1986) e “Miss Blanche” (1988). Nel 1990 è stato insignito dell’Ordine delle Arti e delle Lettere francese. Le sue opere sono presenti in istituzioni quali il Museum of Modern Art (MoMA) di New York, il Centre Pompidou di Parigi e il Vitra Design Museum. Tra il 2023 e il 2024, una retrospettiva completa sulla sua carriera, intitolata “The Work of Shiro Kuramata: A Microcosmos of Memory”, ha fatto tappa nei principali musei giapponesi, tra cui il Museo Nazionale d’Arte Moderna di Kyoto.
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