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Van Ham

1299 - STOSKOP, GUSTAVE JACQUES

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STOSKOP, GUSTAVE JACQUES 1869 Brumath (Basso Reno)–1944 Brumath (Basso Reno) Titolo: Contadino alsaziano con la pipa (Martin Zililox?). Data: 1943. Tecnica: Olio su tavola. Dimensioni: 81 x 60 cm. Note: Firmato e datato in alto a destra: G. Stoskopf 1943. Retro: Sulla tavola è presente un’iscrizione dell’artista, insieme a due etichette relative al restauro effettuato nel dicembre 1978 e a un numero scritto a mano. Cornice: Incorniciato. A partire dal XVII secolo, e in particolare nel corso del XIX e del XX secolo, l’Alsazia è stata una regione oggetto di aspre contese tra l’Impero tedesco e la Francia. Preservare un’identità regionale in un periodo caratterizzato da continui cambiamenti di nazionalità dovuti a guerre, leggi e lingue è, da un lato, difficile, ma dall’altro, probabilmente particolarmente necessario. Infatti, è solo la «consapevolezza di sé» che può fungere da principio guida indipendente nel tumulto delle mutevoli appartenenze nazionali. Gustave Stoskopf nacque in Alsazia e dedicò la sua vita alla salvaguardia delle tradizioni, della cultura e della lingua autoctone della regione, che erano minacciate. Figlio di un conciatore, nel 1887 decise di sviluppare il suo talento artistico come pittore, prima a Parigi presso l’Académie Colarossi e poi all’Académie Julian. In parte a causa del risentimento che dovette affrontare in quella città in quanto cittadino dell’Alsazia (che all’epoca apparteneva all’Impero tedesco), trascorse un anno all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera. Tuttavia, Stoskopf completò i suoi studi all’École des Beaux-Arts di Parigi prima di stabilirsi a Strasburgo nel 1894. Il giovane pittore possedeva anche notevoli doti letterarie e organizzative. Si creò una rete di contatti al cabaret «Mehlkischt» e al circolo artistico «Kunschthaafe» e nel 1898 divenne cofondatore e, fino al 1940, direttore del «Théâtre d’Alsace» di Strasburgo. Scrisse opere teatrali acclamate in dialetto locale e divenne il più importante drammaturgo della regione (soprannominato «il Molière alsaziano»). I contributi di Gustave Stoskopf alla lingua alsaziana e la sua attività di giornalista (cofondatore nel 1909 e caporedattore della «Straßburger Neue Zeitung» fino al 1919, membro del consiglio di amministrazione di Radio-Strasbourg dal 1930, e molto altro ancora) furono straordinari e furono onorati, tra l’altro, con la nomina a «Ritter der Ehrenlegion» («Cavaliere della Legion d’Onore») (1930) e con la «Médaille d’or de la Renaissance française» (1939). Accanto alle sue attività letterarie e giornalistiche, Gustave Stoskopf realizzò anche un’impressionante produzione pittorica, in cui spiccano in particolare i ritratti di contadini, che iniziò a dipingere negli anni ’20. Durante il periodo della «Nuova Oggettività», ispirandosi alla pittura medievale «primitiva» della regione dell’Alto Reno, Gustave Stoskopf sviluppò un linguaggio visivo del tutto personale, nello stile dei Maestri Antichi. Inizialmente raffigurava i suoi soggetti su uno sfondo scuro, ma nel corso degli anni lo schiarì gradualmente. Grazie all’estrema semplificazione, unita a dettagli meticolosi e prospettive radicali, i suoi ritratti acquisiscono un fascino davvero speciale. È un piacere raro poter presentare qui due di questi ritratti. Gustav Stoskopf ottiene un effetto molto simile nel suo «Ritratto di un contadino con la pipa (Martin Zillox)» del 1943, lotto 1299. In quest’opera tardiva, tuttavia, il pittore omette ogni dettaglio dello sfondo. Su uno sfondo monocromatico color avorio, il soggetto è seduto di profilo a sinistra, di traverso su una sedia. Si ha quasi l’impressione che stia posando per una silhouette. In primo piano, lo schienale traforato della sedia ostruisce la vista, pur lasciando intravedere i dettagli del costume tradizionale nero. Il contadino ha appoggiato il braccio sinistro sullo schienale della sedia, posandovi la mano che regge una pipa dal lungo stelo. Il soggetto riempie quasi interamente il piano dell’immagine, apparendo molto vicino allo spettatore. Solo strette strisce di colore chiaro lo separano dal bordo del quadro. La sua mano destra, appoggiata sulle ginocchia, è addirittura tagliata dal bordo dell’immagine. Il soggetto di questo dipinto è identificabile per nome grazie ad altre opere di Gustave Stoskopf. Si tratta di Martin Zilliox, qui raffigurato mentre indossa il costume tradizionale di Oberseebach. È proprio questo che rende così speciali i ritratti di contadini di Stoskopf: ai semplici contadini, in quanto portatori dei costumi tradizionali alsaziani, viene attribuito un risalto visivo eccezionale; essi diventano monumenti della loro tradizione regionale. Non sono le personalità dei semplici contadini che egli ritrae. Nella loro dignitosa austerità, mentre indossano gli abiti tradizionali alsaziani, assumono un notevole significato visivo; i soggetti diventano monumenti di una tradizione che va ben oltre il significato regionale. Provenienza: - Collezione privata, Germania. Costi di spedizione stimati per questo lotto: Il lotto non è idoneo alla spedizione tramite pacco. Trasporto solo tramite corriere dopo consultazione a seguito dell’asta. Assicurazione di spedizione aggiuntiva Assicurazione di spedizione fino a

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