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STOSKOP, GUSTAVE JACQUES 1869 Brumath (Basso Reno)–1944 Brumath (Basso Reno) Titolo: «Contadino alsaziano II». Sottotitolo: Contadino alsaziano. Data: 1941. Tecnica: Olio su tavola. Dimensioni: 81 x 65 cm. Annotazione: Firma e data appena leggibili in alto a destra: G. Stoskopf 1941. Retro: Sulla tavola firma e data riportate nuovamente. Cornice: Incorniciato. A partire dal XVII secolo, e in particolare nel corso del XIX e del XX secolo, l’Alsazia è stata una regione oggetto di aspre contese tra l’Impero tedesco e la Francia. Preservare un’identità regionale in un periodo caratterizzato da continui cambiamenti di nazionalità dovuti a guerre, leggi e lingue è, da un lato, difficile, ma dall’altro, probabilmente particolarmente necessario. Infatti, è solo la «consapevolezza di sé» che può fungere da principio guida indipendente in mezzo al tumulto delle mutevoli appartenenze nazionali. Gustave Stoskopf nacque in Alsazia e dedicò la sua vita alla salvaguardia delle tradizioni, della cultura e della lingua autoctone della regione, che erano minacciate. Figlio di un conciatore, nel 1887 decise di sviluppare il suo talento artistico come pittore, prima a Parigi presso l’Académie Colarossi e poi all’Académie Julian. In parte a causa del risentimento che dovette affrontare in quella città in quanto cittadino alsaziano (regione che all’epoca apparteneva all’Impero tedesco), trascorse un anno all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera. Tuttavia, Stoskopf completò i suoi studi all’École des Beaux-Arts di Parigi prima di stabilirsi a Strasburgo nel 1894. Il giovane pittore possedeva anche notevoli doti letterarie e organizzative. Si creò una rete di contatti al cabaret «Mehlkischt» e al circolo artistico «Kunschthaafe» e nel 1898 divenne cofondatore e, fino al 1940, direttore del «Théâtre d’Alsace» di Strasburgo. Scrisse opere teatrali acclamate in dialetto locale e divenne il più importante drammaturgo della regione (soprannominato «il Molière alsaziano»). I contributi di Gustave Stoskopf alla lingua alsaziana e la sua attività di giornalista (cofondatore nel 1909 e caporedattore della «Straßburger Neue Zeitung» fino al 1919, membro del consiglio di amministrazione di Radio-Strasbourg dal 1930, e molto altro ancora) furono straordinari e furono onorati, tra l’altro, con la nomina a «Ritter der Ehrenlegion» («Cavaliere della Legione d’Onore») (1930) e con la «Médaille d’or de la Renaissance française» (1939). Accanto alle sue attività letterarie e giornalistiche, Gustave Stoskopf produsse anche un’impressionante opera pittorica, in cui spiccano in particolare i suoi ritratti di contadini, che iniziò a realizzare negli anni ’20. Durante il periodo della «Nuova Oggettività», ispirandosi alla pittura medievale «primitiva» della regione dell’Alto Reno, Gustave Stoskopf sviluppò un linguaggio visivo del tutto personale, nello stile dei Maestri Antichi. Inizialmente raffigurava i suoi soggetti su uno sfondo scuro, ma col passare degli anni lo schiarì gradualmente. Grazie a un’estrema semplificazione unita a dettagli meticolosi e prospettive radicali, i suoi ritratti acquisiscono un fascino davvero speciale. È un piacere raro poter presentare qui due di questi ritratti: il ritratto a tre quarti di un contadino nel salotto, datato 1941, porta il numero di lotto 1298. In una scena d’interno, davanti a una porta d’ingresso spalancata, un contadino in abito tradizionale è seduto su una grande poltrona. Si tratta di un uomo anziano che indossa una camicia bianca con un fazzoletto nero al collo, un gilet aperto di colore rosso vivo e pantaloni neri. Particolarmente suggestivo è il cappello che indossa, che ricorda un tricorno, adornato da due nastri decorativi nei colori blu (?), bianco e rosso. Guardando attraverso la porta sul lato sinistro del quadro, lo sguardo si posa sulla facciata di una casa a graticcio con una finestra aperta. A destra, sulla parete interna, è appesa una piccola natura morta floreale incorniciata. Il volto rugoso e segnato dalle intemperie dell’uomo fa da contrappunto alla porta d’ingresso aperta, di colore azzurro chiaro, in modo tale che il suo caratteristico cappello sembri sporgere leggermente oltre il bordo laterale della porta. Il contadino tiene le mani, con le nocche nodose, giunte in grembo e, con un’espressione neutra e severa, guarda verso l’interno piuttosto che verso lo spettatore. Si tratta di un dipinto ricco che emana un’emozionante tensione visiva: i dettagli variegati sullo sfondo, dall’aspetto quasi ingenuo, formano un netto contrasto con la qualità materica dei tessuti e con le tonalità della carnagione del modello, rese con grande maestria. Anche la postura rigida, quasi congelata, del soggetto trasmette la straordinarietà del fatto che un modello posi per un ritratto nella vita di un contadino alsaziano. Provenienza: - Collezione privata, Germania. Costi di spedizione stimati per questo lotto: Il lotto non è idoneo alla spedizione tramite pacco. Trasporto esclusivamente tramite corriere dopo consultazione a seguito dell’asta. Assicurazione di spedizione aggiuntiva Assicurazione di spedizione fino a un importo totale della fattura di 25.000 euro: max. 41,65 euro oltre un importo totale della fattura di 25.000 euro: 1,8 per mille USA: da concordare individualmente dopo l’asta. #Gustave Jacques Stoskopf #Francia #XIX/XX sec. #Ritratto #Contadino #Pittura
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