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FOUJITA e KOMAKI, Ohmia. Alcune poesie. Il primissimo libro illustrato di Foujita. Bell’esemplare su carta Arches, conservato in una graziosa custodia moderna con finestra. Parigi, La Belle Édition (Stampa: François Bernouard), 1919. Fascicolo in-8, rilegato con cordoncino di rafia, copertina stampata a colori con vignetta dell’editore, in cofanetto moderno (copertina rigida di carta nera con inserto su misura con fondo di carta bordeaux e chiusura in stile giapponese, inserita in un astuccio di carta color legno con finestra sul dorso superiore). 20 pagine, 12 disegni riprodotti in nero nel testo. Piccole macchie di ossidazione chiare sulla copertina. Edizione originale e primissimo libro illustrato di Foujita, impreziosito da 12 riproduzioni di disegni al tratto stampati in nero e firmati nella tavola con il monogramma giapponese dell’artista. Uno dei 205 esemplari numerati su carta Arches, unica tiratura su carta di grande formato con 5 fogli di carta giapponese. Léonard Tsuguharu Foujita (1886-1968) arrivò a Parigi nel 1913 e si stabilì a Montparnasse, dove strinse amicizia con Modigliani, Soutine e Apollinaire. Figura imprescindibile degli Anni Ruggenti, diventa rapidamente uno degli artisti più famosi della Scuola di Parigi. «Quelques poèmes» segna il suo esordio nell’illustrazione di libri. I suoi disegni al tratto, influenzati dalla purezza della linea dell’ukiyo-e, preannunciano già la maestria tecnica delle sue grandi tele su «sfondi bianchi» che ne determineranno il successo nel corso degli anni Venti. I testi in versi liberi, scritti in francese da Ōmi Komaki (1894-1978), attingono alla concisione dell’haiku per evocare con malinconia la solitudine, la natura e la nostalgia della terra natale. Dopo aver condiviso la vita bohémienne dell’avanguardia di Montparnasse, il poeta torna nella sua regione natale alla fine del 1919 e vi fonda la rivista Tane makuku (I Seminatori), atto di nascita della letteratura proletaria giapponese. Bellissimo esemplare, presentato in un'affascinante custodia.
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