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[CARICATURA - GRANDVILLE]. I refrattari ritratti da loro stessi durante la guerra del 1870-1871. Opuscolo grafico, raccolta di 13 raffinate fotografie di disegni che richiamano o parodiano Grandville, formando un pezzo unico nello spirito della stampa satirica dell’epoca. Album in folio rilegato (330 x 240 mm), in pelle rossa, dorso a nervature senza scritta, copertine stampate con un motivo decorativo a freddo e ornate dal titolo in oro, tagli dorati. 13 fotografie di disegni su carta albuminata incollate su cartoncino rigido, con didascalie manoscritte e la maggior parte con bordi ondulati, il tutto montato su linguette. Rilegatura consumata in corrispondenza delle ganasce, delle nervature, degli angoli e dei tagli; mancano alcune strisce decorative. Raro album satirico, di carattere politico, concepito all’indomani della guerra franco-prussiana e dei traumi della Comune (1870-1871). L’opera parodia l’enciclopedia morale del 1840 *Les Français peints par eux-mêmes* e utilizza qui la metafora animale per deridere i «Refrattari», quei ribelli, guardie nazionali e borghesi accusati di codardia di fronte all’esercito prussiano. L’artista anonimo (da ricercare nella cerchia di Cham o di Draner) riprende le tavole più famose di Jean-Jacques Grandville, che riproduce stravolgendone, in alcuni casi, la morfologia, ottenendo una serie di conigli o lepri, figure gergali universali del codardo e della «selvaggina» in fuga. L’interesse di questo album risiede nella sua costruzione narrativa basata su metafore e antitesi. Se alcune sagome (come il medico-cicogna, il topolino al guinzaglio o l’allegoria inalterata del «Cacciatore in tempo di pace» incisa da Jules Caqué) provengono effettivamente dalle Scène de la vie privée et publique des animaux (1842), altre si ispirano alle incisioni fantastiche di *Un altro mondo* (1844). Una tavola riprende un disegno di conigli realizzato da Gustave Doré per le Favole di La Fontaine (1868). Modificando minuziosamente i volti originali per inserirvi le proprie figure, l’autore del pastiche unifica questo corpus sotto un messaggio politico omogeneo, amplificato dalle didascalie. L’album si apre con la disfatta collettiva de «La parigina dei refrattari», dove i crostacei camminano «tutti all’indietro ». Segue il ritratto del borghese nel periodo prebellico, «Cacciatore in tempo di pace», che sfoggia l’arroganza di un cane da caccia predatore fintanto che non c’è alcun pericolo. Ma al primo colpo di cannone, avviene la metamorfosi: i notabili diventano una «preda» timorosa e si trasformano in conigli rintanati in un «Club durante la guerra… A salvare il paese salvando anche noi stessi!…» Attraverso questo gioco di specchi testuali, l’album dimostra con ironia che l’unica strategia dei renitenti rimane la finzione e la fuga. Nello spirito caustico del *Charivari* o del *Grelot*, questo album si presenta come un prototipo di progetto editoriale o come un bozzetto personale dell’artista. Tavole in perfette condizioni.
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