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Pandolfini

137 - Antonio Franchi, detto il Lucchese

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Antonio Franchi, detto il Lucchese (Villa Basilica, 1638 - Firenze, 1709) RITRATTO DI NOBILDONNA IN VESTE DI DIANA CACCIATRICE olio su tela, cm 95,5x77 PORTRAIT OF A NOBLEWOMAN DRESSED AS DIANA THE HUNTRESS oil on canvas, 95.5x77 cm Si ringrazia Sandro Bellesi per aver confermato l'attribuzione. Il raffinato Ritratto di nobildonna in veste di Diana cacciatrice costituisce un significativo esempio della produzione di Antonio Franchi, detto il Lucchese (1638 – 1709). L'opera rivela pienamente i caratteri del suo linguaggio maturo, nel quale uno stile tardobarocco, permeato da pacati influssi cortoneschi, si anima attraverso una tavolozza luminosa e brillante e una sensibilità pittorica capace di tradurre nell'immagine dell'effigiata il gusto internazionale inaugurato dal grande ritrattista francese Pierre Mignard, protagonista indiscusso del ritratto aristocratico europeo nella seconda metà del XVII secolo. Nato nel piccolo borgo di Villa Basilica, in provincia di Lucca – da cui derivò il soprannome di 'Lucchese' – Antonio Franchi si formò inizialmente nella bottega di Giovanni Domenico Ferrucci, dove assimilò gli orientamenti della pittura fiorentina, in particolare quelli della cerchia dei Dandini, applicati tanto ai soggetti sacri quanto a quelli profani. La sua preparazione si arricchì inoltre grazie allo studio attento delle opere dei grandi maestri romani ed emiliani conservate a Lucca e alla frequentazione dell'Accademia del Nudo fondata da Pietro Paolini, ambiente fondamentale per la sua crescita artistica. Conclusa la formazione lucchese, Franchi si trasferì a Firenze, tappa decisiva per l'evoluzione del suo stile. Qui fu allievo di Felice Ficherelli, detto il Riposo, e di Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano, entrambi interpreti della nouvelle vogue fiorentina. Da questi maestri assimilò il gusto per il ritratto e una raffinata eleganza formale che avrebbe caratterizzato tutta la sua produzione successiva. Ormai pittore affermato, Franchi elaborò uno stile personale, capace di reinterpretare in chiave moderna la lezione barocca di Pietro da Cortona, fondendola con un gusto di respiro internazionale e con una vivace sensibilità cromatica di ascendenza veneta. Proprio in virtù di queste qualità, nel 1686 fu nominato ritrattista della corte granducale medicea, succedendo a Justus Sustermans e raggiungendo così il vertice della propria carriera. Nel corso di questi anni realizzò numerosi ritratti dei protagonisti della corte medicea, dedicandosi in particolare alla principessa Anna Maria Luisa de' Medici, futura Elettrice Palatina, che raffigurò più volte in differenti vesti allegoriche e celebrative. Parallelamente, ricevette commissioni da dame e nobildonne dell'aristocrazia fiorentina, ritratte frequentemente nelle sembianze di figure storiche o mitologiche, secondo una moda largamente diffusa nell'ambiente di corte. È proprio in questo contesto che si colloca il presente e ricco Ritratto di nobildonna in veste di Diana cacciatrice , opera finora inedita e non rintracciata dalla critica, nella quale la protagonista è raffigurata nelle sembianze della dea della caccia, accompagnata dal fedele cane. La composizione unisce la celebrazione dell'identità aristocratica della modella all'eleganza del ritratto allegorico, offrendo un esempio particolarmente raffinato della produzione matura dell'artista. Pittore di vasta cultura e di instancabile curiosità intellettuale, Antonio Franchi continuò per tutta la vita ad aggiornare il proprio linguaggio artistico attraverso lo studio della pittura di matrice marattesca. Poco prima della morte, avvenuta a Firenze nel 1709, completò inoltre la stesura della Teorica della pittura , trattato pubblicato postumo nel 1739, preziosa testimonianza del suo pensiero artistico e della sua riflessione teorica.

Asta

Arcade | Dipinti dal XV al XVIII secolo
mercoledì 11 novembre
10:00 AM
Palazzo Ramirez Montalvo, 26 Borgo degli Albizi
50122 Florence, Italia

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