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Maestro di Monticelli d'Ongina (Giovanni Solaro?) I FRATELLI DI GIUSEPPE MOSTRANO A GIACOBBE LA VESTE INSANGUINATA olio su tela, cm 98,5x123,5 JOSEPH’S BROTHERS SHOW JACOB HIS BLOODSTAINED GARMENT oil on canvas, 98.5x123.5 cm Gli studi dedicati alla pittura genovese del Seicento hanno riconosciuto un significativo gruppo di dipinti, già riferiti a Gioacchino Assereto, che appare invece riconducibile a una distinta personalità, ancora priva di un'identificazione certa ma strettamente legata alla cultura figurativa del maestro. La critica ha infatti isolato un corpus di opere accomunate da caratteri stilistici omogenei, riferendole convenzionalmente al Maestro di Monticelli d'Ongina, denominazione derivata dalle due tele con la Vendita di Giuseppe e I gioielli ritrovati nella sacca di Beniamino conservate nella chiesa di San Lorenzo a Monticelli d'Ongina. L'identità del pittore rimane tuttora oggetto di discussione. Tra i nomi avanzati figurano Giovanni Battista Tassara e Giuseppe Assereto, figlio di Gioacchino, ma gli studi più recenti hanno proposto con crescente convinzione una possibile identificazione con Giovanni Solaro, ricordato da Raffaele Soprani come uno dei più fedeli seguaci dell'Assereto e lodato per la capacità di replicarne la maniera con straordinaria efficacia (A. Orlando, in Sotheby's. Salvatore e Francesco Romano. Antiquari a Firenze. A Century As Antique Dealers At Palazzo Magnani Feroni, Milano , 12 ottobre 2009, lotto n. 1139). La mancanza di opere sicuramente autografe impedisce tuttavia di confermare tale ipotesi, rendendo opportuno mantenere la denominazione convenzionale ormai accolta dalla critica. Sotto il profilo stilistico, il Maestro di Monticelli d'Ongina si distingue da Gioacchino Assereto per un linguaggio più diretto e concitato. Pur assimilando pienamente gli impianti compositivi, il luminismo e la tavolozza del maestro, egli accentua la tensione narrativa attraverso una gestualità più energica, una caratterizzazione fisiognomica talora prossima alla caricatura e una materia pittorica più ruvida e sintetica. Sono proprio questi elementi, costanti all'interno del gruppo di opere a lui riferite, a delineare una personalità autonoma, perfettamente inserita nel clima della bottega asseretiana ma dotata di un'espressività del tutto peculiare.(cfr. A. Orlando, Sotheby's, Salvatore e Francesco Romano. Antiquari a Firenze. A Century as Antiqu Dealers at Palazzo Magnani Feroni , Catalogue Note , lotto 1139).
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