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Statuetta femminile di Tanagra; Magna Grecia, II–I secolo a.C. Terracotta policroma. Dimensioni: 24,5 x 9 x 7 cm. Provenienza: Eredità familiare di Ramon Martí Alsina e Ricard Martí Aguiló. Collezione archeologica costituita a partire dagli anni ’50 da successive generazioni della famiglia, attraverso acquisizioni presso gallerie e case d’asta europee. La figura femminile è vestita con un chitone e un himation, come era consuetudine tra le classi agiate, e la testa è adornata da un copricapo floreale. Tanagra, nota anche come Tanagraois, era una città della Beozia, vicino al confine con l’Attica, in una regione chiamata Pemandride, dove si produceva il vino più pregiato della Beozia. Arroccata sulla cima di una collina, con i suoi templi separati dalle abitazioni, vantava una necropoli di notevole importanza. Tra i reperti più notevoli vi sono le figure umane in terracotta, denominate «statuette di Tanagra», che furono molto diffuse nel mondo greco antico dalla fine del IV secolo a.C. alla fine del III secolo a.C. Sono state rinvenute principalmente in tombe ellenistiche, ma anche nei templi, e scoperte in grandi quantità a partire dall’ultimo terzo del XIX secolo. Facevano parte del corredo funerario e appartenevano generalmente alla scuola attica di scultura, fortemente influenzata dalla scuola di Prassitele (come si evince in questo esempio dalla curva formata dalla figura all’altezza dei fianchi — una “invenzione” di questo scultore e nota per questo motivo come “curva prassiteliana”)— con volti dall’espressione gentile e un certo aspetto languido, e probabilmente realizzate in molti casi nelle botteghe ateniesi. Ritrovamenti simili sono stati effettuati a Mirina (nell’odierna Turchia), a Cirene (in Italia) e ad Alessandria (in Egitto).
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