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Scuola italiana; prima metà del XX secolo. “Ragazze”. Alabastro. Firmato “J. Biagiotti” sul retro. Dimensioni: 33 x 34 x 27 cm; 39 x 34 x 27 cm (con base). Provenienza: lascito di Ramon Martí Alsina e Ricard Martí Aguiló. Collezione artistica e patrimoniale che trae origine dall’eredità dei pittori catalani Ramon Martí Alsina (1826–1894), figura di spicco del realismo catalano del XIX secolo, e di suo figlio Ricard Martí Aguiló (1857–1935). Trasmessa e arricchita nel corso delle generazioni successive, la collezione riunisce opere provenienti dai fondi originali di entrambi gli artisti insieme ad acquisizioni effettuate dai loro discendenti. Impegnati a preservare e a far rivivere l’eredità di famiglia, i discendenti hanno attivamente riacquistato le opere dei pittori man mano che queste entravano sul mercato, ampliando progressivamente la collezione fino a includere dipinti, sculture, reperti archeologici e altri oggetti di rilevanza artistica e storica. Un gruppo scultoreo a tutto tondo, interamente scolpito in alabastro, raffigurante tre ragazze che reggono insieme un grande foglio di partitura musicale, le cui righe appaiono parzialmente sfocate dal passare del tempo. La composizione si distingue per il suo carattere narrativo e per l’integrazione delle figure in una scena di vita quotidiana, in cui il motivo musicale funge da elemento unificante tra le protagoniste. L’opera riflette la sensibilità naturalista sviluppatasi nella seconda metà del XIX secolo, che cercava di portare nella scultura scene di vita quotidiana e di rappresentare gli individui in pose spontanee, ben lontane dalla tradizionale idealizzazione accademica. Questo spirito, legato ai movimenti realisti dell’epoca e alle preoccupazioni letterarie di autori come Émile Zola, favorì un nuovo approccio all’infanzia come tema artistico autonomo, dotato di espressività e di forza emotiva. In questo contesto, la rappresentazione dei bambini subì una notevole evoluzione: in contrasto con le immagini moralizzanti o allegoriche, passarono in primo piano scene di gioco, apprendimento e interazione sociale, in cui la naturalezza dei gesti e l’interazione tra le figure costituivano il principale mezzo espressivo. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, questo tema acquisì crescente popolarità nelle arti decorative e nella scultura di piccole e medie dimensioni.
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