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Frammento di un capitello corinzio. Roma, III secolo d.C. Marmo scolpito. Dimensioni: 32 x 30 x 39 cm. Provenienza: Successione di Ramon Martí Alsina e Ricard Martí Aguiló. Collezione artistica e patrimoniale proveniente dall’eredità dei pittori catalani Ramon Martí Alsina (1826–1894), figura di spicco del realismo catalano del XIX secolo, e di suo figlio Ricard Martí Aguiló (1857–1935). Trasmessa e arricchita nel corso delle generazioni successive, la collezione riunisce opere provenienti dai fondi originali di entrambi gli artisti insieme ad acquisizioni effettuate dai loro discendenti. Impegnati a preservare e a recuperare l’eredità di famiglia, i discendenti hanno attivamente riacquistato le opere dei pittori man mano che queste entravano sul mercato, ampliando progressivamente la collezione fino a includere dipinti, sculture, reperti archeologici e altri oggetti di rilevanza artistica e storica. Frammento di un capitello corinzio caratterizzato da due file sovrapposte di foglie d’acanto scolpite che fiancheggiano un elemento centrale. Il capitello corinzio appartiene all’ordine architettonico classico omonimo, e la sua creazione è attribuita nei testi allo scultore greco Callimaco nel IV secolo a.C. In questo esemplare si nota la leggera entasi caratteristica dell’antica Grecia, e si potrebbe ipotizzare la presenza di quei caulicoli (volute o spirali create agli angoli e al centro). Tuttavia, il livello di dettaglio di questo capitello non è lo stesso degli esempi precedenti su cui si basa. L’Impero Romano adottò questo ordine e lo utilizzò molto frequentemente. La leggera stilizzazione evidente nelle foglie d’acanto riflette i cambiamenti nell’arte romana iniziati già nel II secolo d.C. e finalizzati a una maggiore stilizzazione, dovuti alla ricerca di un’arte «eterna» e orientata all’aldilà, come sostenuto da religioni quali il cristianesimo. Si confronti, ad esempio, la scultura colossale dell’imperatore Costantino I il Grande (280–337 d.C.), originariamente situata nella Basilica di Massenzio nel Foro Romano. Sono proprio questi tipi di esempi, già in una fase avanzata di sviluppo, che avrebbero infine dato origine, dopo uno specifico processo evolutivo, ai ben noti capitelli musulmani, che si possono osservare di persona tra le rovine del Nord Africa.
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