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Francesco Piranesi, Colosseo a Roma Raffigurazione dell’imponente edificio in rovina con figure in primo piano; nella parte inferiore recante il titolo “Veduta dell’Anfiteatro Flavio, detto il Colosseo” e una didascalia relativa alla scena raffigurata; incisione all’acquaforte in marrone scuro, fine del XVIII secolo (stampa tardiva), in basso a destra sulla lastra la firma «Piranesi F.», timbro a secco rotondo sul margine della carta, segni di usura, incorniciata sotto vetro, dimensioni della lastra circa 45 x 70,5 cm. Informazioni sull’artista: incisore, editore e architetto italiano (1756 o 1758 a Roma – 1810 a Parigi), figlio e allievo dell’archeologo, architetto e incisore Giovanni Battista Piranesi (1720-1778), inoltre allievo di architettura presso Benedikt Mori e Pierre Adrien Pâris, allievo di pittura di Domenico Corvi, studiò pittura di paesaggio presso i fratelli Carl, Johann Gottlieb, Georg e Philipp Hackert; prese lezioni di incisione da Cunego e Volpato; dopo la morte del padre nel 1778 ne rilevò la bottega di incisione, nel 1783 fu nominato agente reale per le arti dal re Gustavo III di Svezia e vendette al re la collezione di antichità paterna; nel 1785 realizzò la prima mappa in vendita di Pompei, ormai parzialmente riportata alla luce, nel 1793 fu inviato svedese a Roma, sostenitore del movimento repubblicano e, insieme al fratello Pietro P., organizzò la Guardia Nazionale (di cui fu a tratti comandante); all’inizio del 1798 fu ministro a Parigi, nel novembre 1798 ritorno a Roma; dopo alcune battaglie perse come comandante della Guardia Nazionale, nel 1799 fuga via mare su una nave che fu catturata dagli inglesi e successiva liberazione da parte di Napoleone; con il suo sostegno, fondò una casa editrice e un laboratorio di incisione su rame a Parigi, dal 1807 fondò una fabbrica di terracotta nei pressi di Pailly, fonte: Thieme-Becker e Internet.
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