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11 novembre | 11:00 AM
Sworders Fine Art Auctioneers

352 - Due grandi dipinti architettonici raffiguranti monumenti indiani, XIX secolo, India settentrionale, Delhi, Scuola della Compagnia, entrambi in formato orizzontale, raffiguranti: una veduta del Chini ka Rauza, ad Agra, e una veduta della Tomba di I’timad-ud-Daulah ad Agra, ciascuna incorniciata da una doppia cornice nera e dorata, blu e rosse, con iscrizioni identificative a penna nel margine inferiore e filigrana «1817(?)», pigmenti opachi e penna su carta (50 x 62,5 cm e 47 x 62,5 cm) (2) Nota a piè di pagina: Questa illustrazione architettonica fornisce una rappresentazione accurata della Tomba di I’timad-ud-Daulah ad Agra, costruita dalla regina moghul Nur Jahan per suo padre, Mirza Ghiyas Beg (m. 1622), e per sua madre, morta un anno dopo. Nato in Iran, Ghiyas Beg si trasferì con la famiglia in India durante il regno dell’imperatore moghul Akbar (r. 1556-1605). Divenne un importante funzionario dell’Impero Moghul e scalò i ranghi fino a ricoprire la carica di primo ministro dell’imperatore moghul Jahangir (r. 1605-1627). Gli fu conferito il titolo di «I’timad ud-Daula» (Pilastro dello Stato). Sua figlia Mehr-un-nissa, in seguito nota come Nur Jahan, sposò Jahangir nel 1611. La tomba fu costruita tra il 1622 e il 1628 all’interno di un giardino sulla riva sinistra del fiume Yamuna ad Agra. Realizzata in marmo e riccamente intarsiata con pietre semipreziose che formano motivi geometrici e floreali, fu il primo monumento moghul ad abbandonare l’uso esclusivo dell’arenaria rossa, tipico degli edifici moghul precedenti. Il disegno è paragonabile a quello del piano superiore della tomba di Akbar a Sikandra, con l’aggiunta di quattro torri agli angoli. Per esempi simili, si veda il numero di inventario della British Library Stowe Or 17A, foglio 19; Art Institute of Chicago, numero di inventario 2011.284; Sotheby’s, «In an Indian Garden: The Carlton Rochell Collection of Company School Paintings», 27 ottobre 2021, lotto 22. Il Chini ka Rauza, o «Tomba della Cina», è la tomba di Afzal Khan (morto nel 1639), un funzionario di origine persiana che ricoprì la carica di ministro delle finanze dell’imperatore moghul Shah Jahan. Situata sulle rive dello Yamuna ad Agra, la tomba fu costruita quando Afzal Khan era ancora in vita e si distingue per la sua decorazione a piastrelle smaltate dai colori vivaci. Il termine chini significa letteralmente «cinese» e, per estensione, finì per indicare manufatti di provenienza cinese come la porcellana. Il termine persiano fu successivamente mutuato in turco come çini, dove assunse il significato più specifico di piastrelle decorative smaltate tradizionali, in particolare quelle associate all’architettura ottomana. Nel contesto del Chini ka Rauza, il nome si riferisce quindi alla sua caratteristica decorazione a piastrelle smaltate. Il monumento fu un soggetto popolare per gli artisti della “Company School” all’inizio del XIX secolo, quando i mecenati britannici commissionarono vedute architettoniche dei monumenti moghul in seguito all’occupazione britannica di Agra nel 1803. Tali opere combinavano un’osservazione architettonica dettagliata con le tecniche europee della prospettiva e dell’acquerello, e venivano realizzate sia come documenti storici sia come souvenir per i residenti e i visitatori britannici. Per esempi simili, si vedano: The Royal Collection, numero di inventario RCIN 932752; Christie’s, «Art of the Islamic and Indian Worlds Including Oriental Rugs and Carpets», 27 aprile 2023, lotto 107.

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32,4%

Due grandi dipinti architettonici raffiguranti monumenti indiani, XIX secolo, India settentrionale, Delhi, Scuola della Compagnia, entrambi in formato orizzontale, raffiguranti: una veduta del Chini ka Rauza, ad Agra, e una veduta della Tomba di I’timad-ud-Daulah ad Agra, ciascuna incorniciata da una doppia cornice nera e dorata, blu e rosse, con iscrizioni identificative a penna nel margine inferiore e filigrana «1817(?)», pigmenti opachi e penna su carta (50 x 62,5 cm e 47 x 62,5 cm) (2) Nota a piè di pagina: Questa illustrazione architettonica fornisce una rappresentazione accurata della Tomba di I’timad-ud-Daulah ad Agra, costruita dalla regina moghul Nur Jahan per suo padre, Mirza Ghiyas Beg (m. 1622), e per sua madre, morta un anno dopo. Nato in Iran, Ghiyas Beg si trasferì con la famiglia in India durante il regno dell’imperatore moghul Akbar (r. 1556-1605). Divenne un importante funzionario dell’Impero Moghul e scalò i ranghi fino a ricoprire la carica di primo ministro dell’imperatore moghul Jahangir (r. 1605-1627). Gli fu conferito il titolo di «I’timad ud-Daula» (Pilastro dello Stato). Sua figlia Mehr-un-nissa, in seguito nota come Nur Jahan, sposò Jahangir nel 1611. La tomba fu costruita tra il 1622 e il 1628 all’interno di un giardino sulla riva sinistra del fiume Yamuna ad Agra. Realizzata in marmo e riccamente intarsiata con pietre semipreziose che formano motivi geometrici e floreali, fu il primo monumento moghul ad abbandonare l’uso esclusivo dell’arenaria rossa, tipico degli edifici moghul precedenti. Il disegno è paragonabile a quello del piano superiore della tomba di Akbar a Sikandra, con l’aggiunta di quattro torri agli angoli. Per esempi simili, si veda il numero di inventario della British Library Stowe Or 17A, foglio 19; Art Institute of Chicago, numero di inventario 2011.284; Sotheby’s, «In an Indian Garden: The Carlton Rochell Collection of Company School Paintings», 27 ottobre 2021, lotto 22. Il Chini ka Rauza, o «Tomba della Cina», è la tomba di Afzal Khan (morto nel 1639), un funzionario di origine persiana che ricoprì la carica di ministro delle finanze dell’imperatore moghul Shah Jahan. Situata sulle rive dello Yamuna ad Agra, la tomba fu costruita quando Afzal Khan era ancora in vita e si distingue per la sua decorazione a piastrelle smaltate dai colori vivaci. Il termine chini significa letteralmente «cinese» e, per estensione, finì per indicare manufatti di provenienza cinese come la porcellana. Il termine persiano fu successivamente mutuato in turco come çini, dove assunse il significato più specifico di piastrelle decorative smaltate tradizionali, in particolare quelle associate all’architettura ottomana. Nel contesto del Chini ka Rauza, il nome si riferisce quindi alla sua caratteristica decorazione a piastrelle smaltate. Il monumento fu un soggetto popolare per gli artisti della “Company School” all’inizio del XIX secolo, quando i mecenati britannici commissionarono vedute architettoniche dei monumenti moghul in seguito all’occupazione britannica di Agra nel 1803. Tali opere combinavano un’osservazione architettonica dettagliata con le tecniche europee della prospettiva e dell’acquerello, e venivano realizzate sia come documenti storici sia come souvenir per i residenti e i visitatori britannici. Per esempi simili, si vedano: The Royal Collection, numero di inventario RCIN 932752; Christie’s, «Art of the Islamic and Indian Worlds Including Oriental Rugs and Carpets», 27 aprile 2023, lotto 107.

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Asta

Arte asiatica e islamica - Primo giorno
mercoledì 11 novembre
11:00 AM
Sworders Fine Art Auctioneers Cambridge Road
CM24 8GE Stansted Mountfitchet, Regno Unito
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