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Jean I PETITOT (1607-1691) Ritratto di Luigi XIV nei panni di Ercole, 1680 circa Miniatura su smalto montata su una scatola in oro e tartaruga, punzone del maestro schiacciato: probabilmente RV, chiave diversa, punzone del gallo 3° titolo provincia 1798-1809. A: 5,2 cm L: 7,6 cm Lievi segni di usura sul cofanetto. Provenienza: - Probabilmente dono reale o principesco della corte di Luigi XIV - Collezione privata francese Opere correlate: - Tabacchiera ottagonale di Charles Ouzille, 1778/1779 circa, decorata con un ritratto del re nei panni di Ercole opera di Petitot, Museo del Louvre, Parigi, INV. OA 6817. - Jean Petitot, Luigi XIV di Borbone, re di Francia, 1670 circa, smalto su oro, Casa d’Orange-Nassau, Paesi Bassi. - Jean Petitot, Ritratto di Luigi XIV nelle vesti di Ercole, Fondazione Napoleone, Parigi. - Jean Petitot, Luigi XIV, asta Sotheby's del 10 novembre 1969, lotto 11, Londra - Attribuito a Jean Petitot, Ritratto di Luigi XIV, asta Genève Enchères del 6 dicembre 2023, lotto 82, Ginevra. - Jean Petitot e bottega, Ritratto di Luigi XIV nei panni di Ercole, Nelson-Hatkinson Museum. La nostra eccezionale miniatura di Jean Petitot raffigurante Luigi XIV costituisce una preziosa testimonianza della pratica del ritratto reale e dei doni diplomatici durante il regno del Re Sole. Originario di Ginevra, Jean Petitot perfezionò, a partire dagli anni Quaranta del Seicento, una straordinaria tecnica di pittura a smalto che gli consentiva di raggiungere, nonostante le dimensioni ridotte delle sue opere, una precisione e una finezza straordinarie. Luigi XIV è qui raffigurato nelle vesti di un nuovo Ercole. Sulla sua spalla spicca la pelle del leone di Nemea, mentre l’ampio cordone blu dell’Ordine dello Spirito Santo gli attraversa il petto. L’assimilazione del sovrano all’eroe antico contribuisce pienamente alla costruzione dell’immagine di Luigi XIV: Ercole incarna la forza e la virtù eroica del monarca. Questa iconografia conosce diversi sviluppi nell’arte ufficiale del regno, in particolare nell’opera di Charles Le Brun. Questa composizione costituisce una variante particolarmente rara rispetto ai ritratti più tradizionali di Luigi XIV in armatura realizzati da Petitot e dalla sua bottega. Le ricerche consentono di identificare diversi smalti simili: in particolare un esemplare della casa d’Orange-Nassau, un Luigi XIV nei panni di Ercole conservato presso la Fondazione Napoleone e un esemplare venduto da Sotheby’s a Londra nel 1969. Questi piccoli ritratti del sovrano potevano essere incastonati in ricche montature d’oro e pietre preziose e costituire doni reali o diplomatici, la cui qualità variava a seconda dell’importanza del destinatario. L’effigie del re diventava così un oggetto prezioso che poteva essere indossato come testimonianza materiale del favore sovrano. Molte di queste montature furono smontate e gli smalti furono progressivamente considerati opere a sé stanti. La collezione del celebre numismatico Abraham-Joseph Michelet d’Ennery ne costituisce una testimonianza straordinaria. Alla sua morte, nel 1786, la sua serie di ritratti in smalto attribuita a Petitot, descritta come una delle più notevoli del suo tempo e comprendente una sessantina di pezzi, fu acquisita per Luigi XVI dal conte d’Angiviller, ancor prima della vendita all’asta. Alla fine del XVIII e all’inizio del XIX secolo, questi smalti antichi, ai quali si aggiungono anche copie ispirate a Petitot, furono riutilizzati su tabacchiere e scatole di grande lusso, realizzate in particolare dai grandi orafi parigini quali Adrien-Jean-Maximilien Vachette, Pierre-André Montauban Blerzy o Jean-Baptiste-Claude Odiot e gli Ouizille. La presenza di un ritratto di Luigi XIV su queste tabacchiere, allora considerate oggetti estremamente preziosi, poteva essere vista come segno di un’appartenenza politica monarchica agli albori del XIX secolo. Esemplare in tartaruga marina spp. Conforme alle norme CE 338/97 art. 2.w.mc del 09/12/96. Esemplare antecedente al 1° giugno 1947. Per l’uscita dall’UE, invece, sarà necessario un certificato CITES di riesportazione, a carico del futuro acquirente.
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