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Henri BEAUBRUN (1603-1677) e Charles BEAUBRUN (1604-1692), Atelier di Ritratto di Anne-Marie-Louise d’Orléans, detta La Grande Mademoiselle, nelle vesti di Minerva, 1660-1670 circa Olio su tela A_91 x L_ 73,5 cm Restauro, ritelato Reca un’etichetta di Ryman’s and co Fine art dealers sul retro Bibliografia: Gwénola Firmin e Élodie Waysse, Ritratti delle regine di Francia, 1630-1665, capitolo: «Due cugini al servizio delle regine», catalogo della mostra, Milano, Silvana Editoriale, 2020. Opere correlate: Bottega di Henri e Charles Beaubrun, Ritratto della Grande Mademoiselle in abito di fantasia, 1660 circa, olio su tela, 130 x 98 cm, Musée Carnavalet Il nostro dipinto raffigura verosimilmente la Grande Mademoiselle, Anne-Marie-Louise d’Orléans (1627-1693), nelle vesti di Minerva, dea romana della saggezza e della guerra. Questa rappresentazione allegorica è particolarmente apprezzata e diffusa nella ritrattistica aristocratica del XVII secolo; essa permette di associare le qualità del modello alle virtù eroiche dell’Antichità e di imitare così il re, che viene regolarmente raffigurato come Apollo, Giove o Ercole. Per quanto riguarda la duchessa di Montpensier, l’assimilazione a Minerva assume una dimensione particolare se si considerano il suo temperamento indipendente e il suo impegno militare durante la Fronda. Lungi dall’essere una semplice allegoria, questo ritratto contribuisce ad affermare il rango della principessa, che occupa un posto singolare nella storia della monarchia francese. Anne-Marie-Louise d’Orléans, duchessa di Montpensier, è meglio conosciuta con il nome di «Grande Mademoiselle» ed è una delle figure femminili più singolari del regno di Luigi XIV. Figlia di Gaston d’Orléans, fratello di Luigi XIII, e di Marie de Bourbon, duchessa di Montpensier, è quindi cugina in primo grado del Re Sole e una delle eredi più ricche del regno. Questa principessa dal carattere deciso svolse un ruolo importante durante la Fronda schierandosi a fianco del principe di Condé. Nel luglio del 1652, fece aprire le porte di Parigi alle truppe di quest’ultimo e ordinò di far sparare i cannoni della Bastiglia contro l’esercito reale, un episodio celebre che le valse la disgrazia e diversi anni di esilio, ma che spiega perfettamente la sua rappresentazione come dea della guerra. Henri e Charles Beaubrun sono cugini germani e figurano tra i ritrattisti più apprezzati della corte di Francia durante i regni di Luigi XIII e Luigi XIV. Provenienti da una famiglia di pittori, si formano nell’arte del ritratto sotto la guida dello zio Louis Beaubrun, prima di intraprendere una carriera comune che frutta loro numerose commissioni reali. In gioventù, Henri fu portatore di archibugio di Luigi XIII, poi valletto della sua guardaroba, incarichi che gli permisero di entrare nella cerchia ristretta del sovrano. Nel 1638, i due cugini realizzano il ritratto di Anna d’Austria incinta, poi quello del Delfino, il futuro Luigi XIV, di appena pochi giorni di vita. Il loro successo prosegue sotto il regno di quest’ultimo e, nel 1660, partecipano alla realizzazione delle decorazioni parigine in occasione del suo matrimonio con Maria Teresa d’Austria. I due pittori lavoravano in stretta collaborazione, al punto che oggi è particolarmente difficile distinguere le loro mani. Secondo le «Memorie inedite sulla vita e le opere dei membri dell’Accademia Reale di Pittura e Scultura»: «Si consultavano su uno stesso lavoro e lo eseguivano a turno, sotto gli occhi di tutti, senza farne mistero, poiché in effetti il loro modo di dipingere non si distingueva. » Questa collaborazione è illustrata dal ritratto dei due artisti che dipingono insieme la stessa tela, realizzato da Martin Lambert nel 1675 e oggi conservato alla Reggia di Versailles. Molto richiesti, i Beaubrun svilupparono uno stile particolarmente riconoscibile, caratterizzato da fisionomie idealizzate, carnagioni delicate e raffinatezza dei costumi. Il nostro ritratto della Grande Mademoiselle ne è un perfetto esempio. Questo modo di rappresentare i modelli può essere visto come una continuità del ritratto di corte sviluppato in Francia all’inizio del XVII secolo, in particolare da Frans Pourbus il Giovane.
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