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TERRAY (Joseph-Marie). Lettera autografa firmata in qualità di controllore generale delle Finanze, indirizzata al direttore dei Ponti e Strade, Jean-Charles-Philibert Trudaine de Montigny. Parigi, 24 novembre 1770. 2 pp. in-4. LA QUESTIONE FISIOCRATICA DELLA RIMOSSAZIONE DELLE BARRIERE FISCALI NEL REGNO. Già sollevata dal padre di Trudaine de Montigny, Daniel-Charles, che fu membro del Consiglio reale delle Finanze, questo principio mirava in particolare, attraverso una tariffa doganale unica tra le province, a creare un mercato nazionale, a liberalizzare la circolazione delle merci e a evitare le speculazioni, poiché le perdite fiscali che ne sarebbero derivate sarebbero state compensate nel tempo da un’espansione del commercio e da un arricchimento del regno. Joseph-Marie Terray si rifiuta qui, per il momento, di prendere in considerazione una perdita che non sarebbe immediatamente compensata. «Se il pagamento, signore, dei fondi destinati alle opere pubbliche subisce qualche ritardo, non per questo è meno garantito e le assicuro che non trascuro le sollecitazioni volte ad accelerarne l’incasso. Ho letto la bozza della lettera che intendete scrivere al signor vescovo di Rennes [che presiedeva l’Assemblea degli Stati di Bretagna] IN MERITO ALLA TARIFFA UNICA. LE FACCIO NOTA CHE LE FINANZE DEL RE NON SONO IN GRADO DI SOPPORTARE ALCUNA DIMINUZIONE DELLE ENTRATE e che non posso acconsentire ad alcun accordo che non restituisca da una parte ciò che andrebbe perso dall’altra. RITENGO INOLTRE CHE SIA MOLTO PERICOLOSO, VISTA LA SITUAZIONE IN BRETAGNA, LANCIARE ANCORA UN ARGOMENTO DI DISCUSSIONE NEGLI STATI [un’opposizione aperta contrapponeva il potere reale al Parlamento di Rennes dal 1764 e si era estesa ai Parlamenti e all’alta nobiltà di tutto il regno]. Il lavoro non è abbastanza avanzato per avvertirli; ciò potrebbe forse comprometterne il successo. Quando sarà pronto, ben strutturato e debitamente approvato, potrebbe essere necessario agire senza consultare gli oppositori e coloro che non hanno né il diritto né il potere di impedirlo. Ho l’onore di restituirvi la lettera destinata al signor vescovo di Rennes e, salvo vostro miglior giudizio, ritengo che non dovreste indirizzarla a lui. Sono impaziente di vederLa e di assicurarLe di persona il sincero affetto con cui resto, Signor mio, il Suo umilissimo e obbedientissimo servitore...» CONTROLLORE DELLE FINANZE DAL 1769 AL 1774, L’ABBÉ TERRAY (1715-1778) fu anche direttore degli Edifici del re e, per un certo periodo, ministro della Marina ad interim. Condusse una politica finanziaria ferma ed efficace, ma avendo osato ridurre le pensioni e aumentare le imposte sul patrimonio fondiario, si attirò l’ostilità sia dell’alta nobiltà che dell’alta borghesia, e fu bersaglio di una violenta campagna diffamatoria che gli attribuì a lungo, a torto, l’immagine di ministro arrivista, avido, libertino e dispotico. FISIOCRATICO AMICO DI TURGOT, JEAN-CHARLES-PHILIBERT TRUDAINE DE MONTIGNY (1733-1777) fu intendente delle Finanze e direttore dei Ponti e Strade, succedendo in tale carica a suo padre Daniel-Charles Trudaine, con cui collaborava dal 1757. Inoltre, rinomato chimico, fu membro dell’Accademia Reale delle Scienze e finanziò la fondazione del «Journal de physique».
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