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[Gainsbourg e la Nouvelle Vague] GAINSBOURG (Serge). Escroc. [1964] Manoscritto autografo di 6 pagine su 6 fogli numerati "1+7" (per indicare la ripetizione della prima strofa alla fine del brano) e poi da 2 a 6, timbro di deposito SACEM del 15 maggio 1964. Manoscritto definitivo per il deposito alla SACEM, scritto con grafia curata, con un’unica correzione a pag. 4 («en dollars» cancellato) di un brano rimasto a lungo inedito, composto per la colonna sonora di un film collettivo intitolato «Les Plus Belles Escroqueries du monde». La prima pagina è intitolata «génériques», la seconda «Amsterdam», la terza «Tokio», la quarta «Napoli», la quinta «Parigi» e la sesta «Marrakech». «Film composto da 5 sketch girati in 5 città diverse da Hiromichi Horikawa (Tokyo), Roman Polanski (Amsterdam), Ugo Gregoretti (Napoli), Claude Chabrol (Parigi) e Jean-Luc Godard (Marrakech), Les Plus Belles Escroqueries du monde, uscito il 14 agosto 1964, riunisce attori come Jean-Pierre Cassel, Catherine Deneuve, Francis Blanche e Jean Seberg. Ogni sequenza è collegata da un estratto della canzone «L’Escroc», scritta da Serge Gainsbourg, autore anche della colonna sonora. Altre musiche degli sketch sono opera di Krzysztof Komeda, Piero Emiliani, Pierre Jansen e Michel Legrand. Il brano – che per molto tempo è stato il più bel inedito di Gainsbourg, noto solo ai fan più accaniti fino alla sua uscita nel 2011 – è stato depositato presso la SACEM il 4 maggio 1964; interpretato in trio con Elec Bacsik (chitarra) e Michel Gaudry (contrabbasso), si può presumere che la sua registrazione risalga alle sessioni dell’album «Gainsbourg confidentiel». […]" G. Verlant & L. Picaud, L’Intégrale Gainsbourg. L'histoire de toutes ses chansons, Fetjaine, 2011. Rimasto a lungo inedito fino alla sua riscoperta e alla sua pubblicazione nel cofanetto “Vingtième anniversaire” nel 2011, questo gioiellino testimonia un periodo di transizione artistica per Gainsbourg, a cavallo tra il jazz intimista dei suoi esordi e uno stile compositivo più cinematografico, ironico e poetico. Il film, prodotto nello spirito della commedia all’italiana, incarna perfettamente anche la sensibilità della Nouvelle Vague: cosmopolita, ironica e disillusa. Allo stesso modo, gli aforismi di Gainsbourg, di un’ironia elegante e crudele, richiamano l’influenza di Baudelaire, Verlaine e della poesia decadente: i versi sono cesellati, cupi e raffinati, e preannunciano i grandi testi della maturità (Initials B.B., La décadanse, Je suis venu te dire que je m’en vais): «L’amore è uno scambio / Di cattivi modi / E le donne si vendicano / Per averci amato», oppure «Questa lascia intendere / Che ama i sassolini / Ma cosa, deve forse aspettare / Che le saltino al collo». Gainsbourg, che frequenta gli ambienti del cinema, della letteratura e della pittura, si afferma ancora di più come autore a tutto tondo, fondendo canzone, letteratura e immagine. *L’Escroc*, a lungo un fantasma nella sua discografia, ne è un esempio lampante: un’istantanea di eleganza, disillusione e modernità.
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