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MAC ORLAN (alias Pierre Dumarchey), 1882-1970. Importante raccolta di lettere autografe firmate, lettere firmate, cartoline e documenti. 1944-1971. Numerosi documenti su carta intestata di Pierre Mac Orlan, a Saint-Cyr-sur-Morin o al 14 di rue Constance a Parigi. Diverse lettere indirizzate a Hervé Bazin, Philippe Hériat, Jean Marcenac, alla signora George-Day e a vari corrispondenti. Importante raccolta che copre oltre un quarto di secolo della vita di Pierre Mac Orlan, dalle ultime settimane dell’Occupazione fino agli omaggi che seguirono la sua morte. Corrispondenza letteraria, vita all’Accademia Goncourt, adattamenti delle sue opere e riflessioni sulla vecchiaia compongono un ritratto particolarmente vivido dello scrittore ritiratosi a Saint-Cyr-sur-Morin. - 1° luglio 1944. C.A.S. a un amico, 2 pp. in-12 oblungo. Mac Orlan ringrazia il suo corrispondente per l’invio di un opuscolo e ne elogia la capacità di «trasformare una parte di sé in lirismo», un modo che, secondo lui, permette di «ricaricare le batterie». La guerra, tuttavia, getta un’ombra su tutta la lettera. L’isolamento di Saint-Cyr e le difficoltà di un viaggio a Parigi gli impediscono di andare a trovare il suo amico: di fronte a tanta «terribile tristezza», «le parole [gli] sembrano spogliate del loro potere evocativo». Spera comunque di poterlo ritrovare presto «in qualche bistrot ancora aperto». - 24 luglio 1949, L.A.S. 1 p. in-4 grande, a Hervé Bazin. Ha ricevuto «La Tête contre les murs», di cui Bazin gli ha appena inviato una copia. Mac Orlan ne ha appena terminato la lettura: «È un libro di una tristezza scoraggiante», la cui documentazione è «chiara e priva di imperfezioni letterarie». Riconosce soprattutto il talento del suo giovane collega: «Il suo libro è opera di uno scrittore autentico». Vi vede inoltre «un documento sociale di un’amarezza senza fine» e rimane con l’impressione di aver «vissuto un po’» con il suo «eterno evaso». Chiede a Bazin di non dimenticarlo nei suoi prossimi comunicati stampa. - 15 novembre 1950, L.A.S. 1 p. in-4 grande, a Hervé Bazin. Mac Orlan rassicura il suo corrispondente riguardo a una «eco» stampa che riferisce di una presunta lettera di Bazin: «non c’è una parola di vero” in questa storia, un’invenzione che tuttavia non gli sembra maliziosa. Gli consiglia scherzosamente di non ricevere i ritagli di giornale, poi lo invita a venire a trovarlo a Saint-Cyr: “Sarei lieto di fare la sua conoscenza.” - 8 marzo 1951, L.A.S. 1 p. in-4 grande, a Jean Marcenac, con busta. Interpellato per scrivere un articolo sull’«utile attività dei Goncourt», Mac Orlan rifiuta con franchezza. È «davvero stanco», ha «poca voglia di scrivere» e contempla con scoraggiamento il «lavoro arretrato» accumulato sulla sua scrivania: «la cosa migliore sarebbe mandare tutto all’aria». Ma non può, aggiunge, «permettersi simili lussi», prima di concludere così il suo sfogo: «La vista di una bottiglia d’inchiostro mi fa venire le vertigini». Invita comunque Marcenac a venire a pranzo a Saint-Cyr un sabato o una domenica. - 1956. Ritratto fotografico stampato di Pierre Mac Orlan con una dedica autografa firmata a Jean d’Azcona, «in amichevole ricordo della sua visita ad Archet». - 4 novembre 1958. Lettera autografa indirizzata a «il mio vecchio Pierre», 1/3 di pagina in-4, su carta intestata del 14, rue Constance, Parigi. Breve lettera informale che accompagna, tra l’altro, un assegno di 1.000 franchi e in cui invia abbracci e strette di mano al corrispondente e alla «piccola Gabrielle». - 29 dicembre 1960, alla signora George-Day. Mac Orlan rispedisce un modulo che ha compilato «come meglio poteva» e ammette scherzosamente la sua «incapacità di compilare moduli e questionari». Spera di poter fare visita alla sua corrispondente nel corso del mese di gennaio. - 4 dicembre 1960, L.A.S. ½ p. in-4 grande a Hervé Bazin. Commovente lettera di condoglianze. Mac Orlan ha appena appreso che Bazin è «in lutto». Consapevole dell’impotenza delle parole in tali circostanze, ritiene tuttavia che «la testimonianza di amicizia da parte di un vecchio compagno possa portare un po’ di conforto» e gli rivolge «questo breve messaggio di affetto». - 3 gennaio 1961, L.A.S. alla signora George-Day. Le invia il suo «bollettino di dichiarazione» relativo a *La Lumière qui s’éteint*, in occasione del quale le porge i suoi auguri e la ringrazia per la sua «costante gentilezza». - 28 giugno 1961, C.A.S. a Philippe Hériat (o Hervé Bazin, aggiunto in seguito da un’altra mano). Impedito di recarsi da Drouant il 4 luglio, Mac Orlan concede al collega «carta bianca per [il suo] voto»: «Voterò come te e andrà bene». Sfinito da un trasloco, firma «il tuo vecchio amico». Documento emblematico del funzionamento dell’Académie Goncourt e delle deleghe di voto tra gli accademici. - 18 agosto 1963, L.A.S. 3/4 p. in-4 alla signora George-Day. Mac Orlan si scusa per il ritardo nella risposta: sua moglie è venuta
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