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HUGO (Victor), 1802-1885. Lettera autografa "Victor Hugo", Marine Terrace [Jersey], 8 febbraio (1853), 3 pp. in-12, indirizzata al signor Courmeaux, tracce di sigilli di ceralacca con piccolo strappo. Bella lettera sulla fratellanza dei proscritti del Secondo Impero oltre confine e sulla genesi dei «Châtiments». Rifugiatosi a Jersey, Hugo risponde al suo ex compagno di esilio a Bruxelles, Eugène Courmeaux (1817-1902), bibliotecario di Reims, giornalista e repubblicano convinto, anch’egli proscritto dopo il colpo di Stato: «[...] Siete pochi uomini come voi che ho conosciuto dal 2 dicembre e che mi fanno apprezzare l’esilio.” Vorrebbe che lui si unisse a Jersey a quella piccola comunità repubblicana: “[...] Verrete alla fine? A volte mi sorprendo a desiderare che vi diano molto fastidio laggiù [...]” Hugo confessa soprattutto di essere completamente assorbito dalla sua opera: «Da tre mesi sono stordito dal lavoro. Sono a corto di poesia.» Sta quindi lavorando febbrilmente ai «Châtiments», la grande raccolta satirica contro Napoleone III che uscirà a Bruxelles pochi mesi dopo. Ricorda con commozione il loro compagno Noël Madier de Montjau (1814-1892), ex deputato della Saona e Loira, membro della Montagna e del comitato di resistenza al colpo di Stato. Fu proprio lui a pronunciare, a nome dei proscritti, uno dei discorsi di addio a Hugo ad Anversa, il 1° agosto 1852, poco prima della partenza di quest’ultimo per Londra e poi per il Jersey. Hugo si dice ancora «profondamente commosso e ancora vibrante di quel magnifico addio». La lettera si conclude con i dissidi che agitano la comunità degli esiliati. Hugo, che all’epoca si adoperava attivamente per mantenere l’unità dei repubblicani di Jersey, contrappone la loro relativa concordia alle dispute dei proscritti di Londra: «»Vivere qui in pace tra di noi, ecco il grande servizio immediato che possiamo rendere alla Repubblica. Con l’aiuto di Dio, faremo il resto.” In allegato, su un foglio volante, vi è il timbro di ceralacca rossa con il sigillo di Victor Hugo (“ΑΝΑΡΚΗ”).
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