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ELUARD (Paul), 1895-1952. Lettera autografa "Paul Eluard", s.d., 2 giugno 1947, 1 p. e ½ in-4, indirizzata a Jean Mollet, detto il barone Mollet (1877-1964). Bella lettera di amicizia, scritta nei dolorosi mesi successivi alla morte di Nusch, in cui Éluard confessa la propria incapacità di lavorare pur promettendo una prefazione al suo corrispondente. Éluard si scusa innanzitutto per il suo lungo silenzio nei confronti di Mollet, di cui lui, Jacqueline e Alain Trutat conservano un ricordo particolarmente affettuoso: «Ogni giorno, io e i miei amici Trutat ci scambiamo con tristezza i nostri rimorsi per non averle scritto». Gli rinnova la sua «amicizia» e la sua «stima senza pari». La lettera assume poi un tono più personale. Éluard invoca le sue condizioni di salute e spiega di essere «attualmente nelle mani di tre medici»: gliene vengono proposti altri, ma teme che, di fronte a tante cure, i suoi «organi pigri possano andare in sciopero». Questo malessere sembra soprattutto da collocare nel periodo estremamente cupo che segue la morte improvvisa di Nusch, il 28 novembre 1946. Éluard ne è profondamente provato; pochi giorni dopo questa lettera, il 16 giugno 1947, esce «Le Temps déborde», una raccolta direttamente influenzata da questo lutto e dedicata a Jacqueline e Alain Trutat, suoi carissimi amici, «che hanno fatto di tutto per dissipare la notte che mi invade» (dedica dell’edizione). Éluard accenna infine a una prefazione promessa per i «ricordi» di Mollet: «ci penso continuamente, ma non riesco ancora a mettermi al lavoro. Se ritrovassi il coraggio, spero proprio che sarebbe per scrivere la vostra “prefazione”». I numerosi ricordi di Mollet su Apollinaire, Jarry e le avanguardie sfocieranno molto più tardi nelle «Mémoires du Baron Mollet», pubblicate nel 1963 da Gallimard con una prefazione di Raymond Queneau; il progetto di prefazione di Paul Éluard rimase quindi senza seguito. Spera tuttavia di poter presto fare visita al suo corrispondente insieme ai Trutat e conclude con grande affetto.
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