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COLIGNY (Henriette de), contessa di LA SUZE, 1617-1673. Lettera autografa "H. de Champaigne / Lasuze", Parigi, 21 settembre 1666, 2 pp. in-4, indirizzata a Monsieur de la Faïsse a Ginevra, con tracce di sigillo in ceralacca nera recante lo stemma. Interessante lettera riguardante la morte di Charlotte Caumont de la Force, che testimonia i legami che la contessa de La Suze manteneva con gli ambienti protestanti dopo la sua conversione al cattolicesimo. Discendente da una delle più illustri famiglie ugonotte (era la pronipote dell’ammiraglio de Coligny), Henriette de Coligny aveva solennemente abiurato la religione riformata nel 1653. Eppure, in questa occasione, intrattiene con il suo corrispondente ginevrino una conversazione confidenziale, ringraziandolo per il suo «zelo» e attendendo da lui informazioni che le consentano di «adottare misure sicure» in una questione delicata. Risponde soprattutto alle parole di consolazione che lui le aveva rivolto in occasione della morte di Charlotte de Caumont La Force, moglie del maresciallo de Turenne, scomparsa il 13 aprile precedente. Rimasta fedele alla religione riformata, la signora de Turenne rappresentava una figura di spicco del protestantesimo di corte. La Suze evoca «la triste notizia della morte della beata signora de Turenne» e ringrazia il suo corrispondente per averle espresso il proprio cordoglio per questa perdita, «sia quella pubblica che quella privata». La firma è particolarmente interessante: «»H. de Champaigne / Lasuze””. Henriette continua così a utilizzare il nome del suo secondo marito, “Gaspard de Champagne, conte di La Suze”, nonostante il loro matrimonio fosse stato annullato nel 1661 dopo un lungo e clamoroso procedimento di separazione. Bella lettera della celebre poetessa, le cui «Poésies» vengono pubblicate proprio quell’anno, che rivela la persistenza dei suoi legami con il mondo riformato tredici anni dopo la sua conversione. Sono allegati un ritratto inciso dell’autrice e l’antico certificato di esportazione di bene culturale rilasciato dal Ministero della Cultura.
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