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179 - BOILEAU DESPRÉAUX (Nicolas), 1636-1711.

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BOILEAU DESPRÉAUX (Nicolas), 1636-1711. Lettera autografa “Despreaux”, Parigi, 13 dicembre 1709, 3 pp. in-8, residuo di sigillo di cera rossa con stemma (con un piccolo strappo conseguente, senza danni al testo), indirizzata al suo amico, il reverendo padre [Pierre-Joseph] Thoulier (1682-1768), al collegio Louis-le-Grand (dove il futuro abate d’Olivet insegnava retorica, tra gli altri, al giovane Voltaire, allievo del Louis-le-Grand tra il 1704 e il 1711). Bellissima lettera scritta alla fine della sua vita in cui evoca il suo rapporto con il denaro e con i suoi librai, il suo ritiro volontario dalla vita letteraria e, soprattutto, il ricordo molto personale delle sue amicizie con i gesuiti e di Port-Royal. «Ho ricevuto, mio reverendissimo Padre, solo ieri sera le vostre due lettere e ho potuto rispondervi solo questa mattina. Cominciando quindi dall’ultimo, che è anche il più importante dei due poiché riguarda interessi pecuniari – cosa che gli uomini considerano più importante –, le dirò che il libraio per il quale mi ha sollecitato non frequenta quasi mai Thiery, suo collega. Se lo vedesse di tanto in tanto, avrebbe appreso da lui che non ho mai preso un soldo per la stampa delle mie opere e Thiery non si rifiuterebbe di dirgli ciò che una volta disse in mia presenza a tutta la sua famiglia. «Vi dichiaro», queste sono le sue parole, «che ho guadagnato più di quarantamila franchi con il signor Despreaux senza che io sia mai riuscito a fargli accettare né denaro né il minimo regalo». Ecco quindi, mio reverendissimo padre, perché sono fortemente tentato di accettare i 2.000 tt [livre tournois] di Grégoire Du Puys [libraio e stampatore parigino].” Lo ringrazia poi per avergli inviato la lettera che aveva scritto al suo amico François de Maucroix «in gran fretta e, come si dice, “currente calamo”. Vi sono alcune negligenze nell’espressione che sarebbe bene correggere. Ha fatto molto bene a non inserire nella sua copia la parte finale di questa lettera, poiché ciò potrebbe causarmi problemi con l’Accademia ed è bene non risvegliare le vecchie controversie. Dimenticavo di dirvi che è vero che i miei editori mi sollecitano vivamente a pubblicare una nuova edizione delle mie opere, ma che non ne ho alcuna intenzione, evitando di farmi parlare di me e sfuggendo alla notorietà con la stessa cura con cui un tempo l’ho ricercata. Ne parlerò più approfonditamente la prima volta che avrò la fortuna di vedervi […] Vi prego quindi di farmi sapere quando desiderate che vi mandi la mia carrozza. Sarà puntualmente davanti all’ingresso del vostro Collegio […]"" Si rammarica di non essere più in grado di spostarsi per venire a trovarlo di persona a casa sua. «Vi restituisco l’eccellente commento di Quinte Curce che mi avevate consegnato. Mi è sembrato meraviglioso e vi ho appreso molte cose che ignoravo […] Credete che sono ben consapevole della benevolenza che nutrite nei miei confronti e che non vi riservo un posticino tra i tanti uomini eccellenti della vostra Società che ho avuto come amici e che mi hanno fatto l’onore, come voi, di volermi un po’ bene senza lasciarsi scoraggiare dallastima ben fondata che nutrivo per il signor Arnaud e per alcune persone di Port-Royal, non essendomi mai immischiato nelle dispute sulla Grazia […]” Sono allegati 4 ritratti incisi dell’autore. Con il relativo certificato di esportazione di bene culturale rilasciato dal Ministero della Cultura.

Testo tradotto da DeepL.
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Bibliophilia - Libri e autografi
martedì 10 novembre
11:00 AM
17, rue de la Grange Batelière
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