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EINSTEIN (Albert), 1879-1955. Lettera autografa "A. Einstein", Berlino, 4 ottobre 1929, 1 pagina e 1/4 in tedesco, indirizzata alla signora Luchaire: Lettera molto interessante di Einstein a sostegno di un'opera pacifista di Heinrich Kanner, apparentemente rimasta inedita. Einstein raccomanda ad Antonina Luchaire, nata Silberstein, detta Antonina Vallentin (1893-1957), l’ultima opera dello storico e giornalista viennese Heinrich Kanner (1864-1930), «Die Friedensgeschichte der Menschheit. Vom Sippenfrieden zum Weltfrieden [La storia della pace dell’umanità. Dalla pace del clan alla pace mondiale]”, un ampio saggio di circa trecento pagine che all’epoca “non era ancora stato pubblicato”. Einstein giudica l’opera «assolutamente notevole», un’esposizione storico-filosofica in grado di esercitare «un’influenza ristrutturante ed estremamente efficace sull’insegnamento della storia». Einstein desidera garantirne una diffusione internazionale, attraverso una pubblicazione in tedesco seguita da traduzioni in francese ed eventualmente in inglese, e precisa che il ministro prussiano dell’Istruzione starebbe valutando la possibilità di raccomandarlo ai docenti. La scelta di Antonina Luchaire come intermediaria non è casuale. Nata Antonina Silberstein a Lemberg nel 1893, giornalista, traduttrice, storica e critica d’arte, si era affermata negli anni Venti come una personalità molto ben introdotta negli ambienti letterari e diplomatici berlinesi. Frequentava in particolare Thomas Mann, Stefan Zweig, Lion Feuchtwanger e H. G. Wells e gravitava nei circoli favorevoli al riavvicinamento franco-tedesco. Era stata inoltre vicina a Gustav Stresemann, ministro degli Affari esteri tedesco e, insieme ad Aristide Briand, uno dei principali artefici della politica di riconciliazione europea degli anni Venti. Qualche mese prima, il 3 luglio 1929, Antonina aveva sposato a Ginevra Julien Luchaire, direttore dell’Istituto internazionale di cooperazione intellettuale, organismo della Società delle Nazioni con sede a Parigi e precursore dell’UNESCO. È proprio questa rete che Einstein intende mobilitare: Kanner doveva inviarle diversi capitoli e, se avesse condiviso l’entusiasmo di Einstein, avrebbe potuto attirare l’attenzione di suo marito, del suo Istituto e del Ministero francese dell’Istruzione Pubblica affinché l’opera fosse raccomandata agli insegnanti e inserita nelle biblioteche scolastiche. La destinataria intratteneva inoltre rapporti personali con Einstein, di cui sarebbe diventata, molto più tardi, la biografa: nel 1954 pubblicò *Il dramma di Albert Einstein*. La presente lettera, indirizzata alla neosposa «Madame Luchaire», costituisce quindi un’interessante testimonianza precoce dei loro rapporti e della fiducia che Einstein riponeva nella sua influenza. L’opera di Kanner sembra infine essere rimasta inedita. La sua scomparsa, avvenuta pochi mesi dopo, nel febbraio 1930, ha probabilmente interrotto il progetto. La lettera documenta quindi gli sforzi personali di Einstein per far conoscere un’opera oggi dimenticata, ma soprattutto la sua volontà di influenzare l’insegnamento della storia in senso pacifista e internazionalista, mobilitando le reti di cooperazione intellettuale del periodo tra le due guerre.
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