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GASTON di Francia, 1608-1660. Lettera autografa “Gaston”, Parigi, 12 maggio 1622, ½ pagina in-4, indirizzata a una delle sue sorelle, probabilmente Cristina di Francia, principessa del Piemonte. Affascinante lettera di affetto fraterno del futuro “Grand Monsieur”, all’età di soli quattordici anni, in cui ringrazia la sorella per le conchiglie che lei stessa ha raccolto per lui: “”«Sorella mia, apprezzerò sempre moltissimo ciò che mi verrà donato da parte vostra, soprattutto le conchiglie che mi avete inviato, poiché le avete raccolte voi stessa» Il giovane principe le offre in cambio il suo affetto «di cui Valin vi assicurerà che ne riceverete i benefici ogni volta che lo desidererete». Figlio di Enrico IV e di Maria de’ Medici, fratello minore di Luigi XIII, Gastone di Francia ha solo quattordici anni e non è ancora duca d’Orléans (riceverà questo appannaggio nel 1626). Colui che in seguito verrà soprannominato il «“Grand Monsieur”» (per distinguerlo dal «“Petit Monsieur”», Filippo, fratello di Luigi XIV) diventerà una delle figure più turbolente del regno di Luigi XIII, moltiplicando cospirazioni e opposizioni a Richelieu prima di prendere parte alla Fronda. La destinataria non è nominata. Gaston aveva allora tre sorelle in vita: Elisabetta di Francia (1602-1644), regina di Spagna dal suo matrimonio con Filippo IV; Cristina di Francia (1606-1663), sposata con Vittorio Amedeo di Savoia e principessa del Piemonte; e Henriette-Marie di Francia (1609-1669), ancora in Francia, che nel 1625 sarebbe diventata regina d’Inghilterra grazie al matrimonio con Carlo I. Cristina di Francia ci sembra la destinataria più plausibile. Stabilitasi alla corte di Savoia sin dal suo matrimonio nel 1619, poteva naturalmente inviare al suo giovane fratello, dall’Italia, quelle «conchiglie» che lei stessa aveva raccolto; la presenza di un intermediario, Valin (purtroppo non identificato), incaricato di trasmettere alla principessa i sentimenti di Gastone, si concilia meglio con una sorella lontana dalla corte di Francia. Henriette-Marie, che si trovava ancora in Francia nell’ambito della cerchia familiare, sembra meno probabile; anche Elisabetta, stabilitasi alla corte di Spagna, rimane una possibilità. Conservata nella sua busta della casa Charavay (recante il n. 43460).
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