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CONDÉ (Luigi II di Borbone, principe di), detto il Grande Condé, 1621-1686. Lettera autografa “Louis de Bourbon”, senza data, 14 febbraio 1679, 3/4 di pagina, formato piccolo in-4, indirizzata al vescovo di Autun (indirizzo autografo), sigilli di cera rossa con stemma su seta rosa conservati (provenienza: catalogo Charavay 809, maggio 1994, n. 44162). Con il relativo certificato di esportazione di bene culturale del Ministero della Cultura. Interessante lettera del Gran Condé al vescovo di Autun, che rivela le reti politiche e mondane che ancora circondavano il principe negli ultimi anni della sua vita. Un tempo familiare dei Conti e legato da tempo alla casata dei Condé, Gabriel de Roquette (1624-1707), vescovo di Autun dal 1666, occupava un posto di rilievo nella vita politica della Borgogna, provincia di cui Condé era governatore. Uomo di corte oltre che prelato, egli appare qui come un vero e proprio intermediario, che trasmette al principe informazioni riservate, raccomandazioni e progetti di visite. Condé si mostra innanzitutto particolarmente incuriosito dalle notizie che il suo corrispondente gli ha comunicato riguardo al giovane Luigi di Borbone, conte di Vermandois (1667-1683), figlio legittimato di Luigi XIV e di Luisa de La Vallière, all’epoca undicenne: «Non dirò nulla di ciò che mi scrivete riguardo al signor de Vermandois e sono davvero impaziente di sapere cosa avete in serbo da dirmi al riguardo». La stessa prudenza della formulazione – Condé rifiuta manifestamente di mettere nero su bianco ciò che gli è stato riferito – lascia intravedere qualche confidenza di corte che riguarda direttamente l’entourage reale, di cui Roquette riserva il seguito a una comunicazione successiva. Il principe si rallegra poi della visita annunciata di Le Tellier e Villeroy: «“Non avrò mai gioia più grande che vedere qui i signori Le Tellier e de Villeroy, ma vi prego di avvisarmi con qualche giorno di anticipo”». Infine, promette di intervenire presso il suo ex compagno d’armi, il duca di Lussemburgo (François-Henri de Montmorency, 1628-1695), uno dei più brillanti capitani del regno ed ex luogotenente di Condé, in una questione riguardante un certo signor de Rochefort: «Ne parlerò con il signor di Lussemburgo riguardo a quanto mi avete scritto in merito al signor de Rochefor[t]». Bella lettera, tipica del Condé degli ultimi anni: ritiratosi dai campi di battaglia dopo una straordinaria carriera militare, il vincitore di Rocroi rimane, grazie al suo immenso prestigio e alle sue amicizie, al centro di una fitta rete di informazioni, raccomandazioni e influenze alla corte di Luigi XIV. In allegato, dello stesso autore: - L.A.S. «Louis de Bourbon», Dal campo presso Philippsburg, 1° novembre 1644, al signor de Magaloty, maresciallo dei campi e delle armate del Re, 1 p. in-4 piccolo, indirizzo autografo. Lettera scritta alla fine della campagna del 1644, mentre Condé si preparava a rientrare in Francia. Philippsburg, conquistata dagli Imperiali nel gennaio 1635, era stata appena riconquistata poche settimane prima da Turenne: «[…] Le invio Barbentane per comunicarle ciò che ho deciso. La prego di eseguire prontamente ciò che le dirà da parte mia. Credo che gli ordini che le ho inviato saranno eseguiti e la prego di volermi bene e di darmi spesso sue notizie[…]” - L.A.S. «Louis de Bourbon», Merlou (oggi Mello, Oise, proprietà della famiglia Montmorency), 31 ottobre 1641, 1 p. in-8: «Signore, ho ricevuto questa mattina la lettera con cui mi ordinate di non recarmi oggi a Parigi a causa del vaiolo […] Anche mia madre vi supplica di farle sapere come desiderate che si comporti […]"" Timbri araldici da collezione applicati a freddo. Con il relativo certificato di esportazione di bene culturale rilasciato dal Ministero della Cultura.
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