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EISENBERG (Frédéric-Guillaume, barone di). Descrizione dell’arte dell’equitazione moderna nella sua perfezione, illustrata da lezioni essenziali e rappresentata da figure precise, dalla posizione del cavaliere a cavallo fino all’arresto, corredata anche da vari morsi per imbrigliare correttamente i cavalli. [Londra], s.n., 1727. In-folio oblungo composto da (1) foglio di titolo con frontespizio inciso, (4) fogli (dedica, avvertenza, elenco dei sottoscrittori, indice), 59 tavole incise con testo esplicativo a fronte. Pelle di vitello marmorizzata, dorso a nervature decorato (senza scritte) (rilegatura successiva). Segni di sfregamento. Tracce molto lievi di macchie d’umidità chiare. Esemplare probabilmente lavato. I fogli di testo sono stati accuratamente incollati sul retro delle tavole. Prima edizione, ricercata. Completa delle 59 tavole disegnate dal barone d’Eisenberg e incise da Bernard Picart: le prime 7 raffigurano cavalli senza sella di varie razze, le tavole dall’8 alla 55 cavalli montati da cavalieri che eseguono diverse figure di maneggio e le ultime 4, i morsi. Il barone d’Eisenberg, scudiero, ippologo e disegnatore tedesco del XVIII secolo, ha lasciato poche tracce della sua biografia: «Il poco che si sa della sua vita ci viene tramandato dalle sue opere. Trascorse parte della sua giovinezza «cavalcando e addestrando» alla corte di Sassonia-Weimar, poi entrò al servizio dell’Imperatore. Fu Gran Scudiero del conte di Daun, viceré di Napoli, e rimase sei anni in quella città. Si recò poi a Vienna, dove fu allievo di M. de Regenthal, scudiero del maneggio imperiale, e sembra aver assistito, nel 1711, all’incoronazione dell’imperatore Carlo VI a Francoforte, poiché ci fornisce una descrizione dettagliata del cavallo che il sovrano montava in occasione di quella cerimonia. In seguito risiedette per alcuni anni in Inghilterra, dove pubblicò, nel 1727, la prima edizione del suo *Manège Moderne*, che dedicò al re Giorgio II (…). Ma in seguito tornò negli Stati dell’Imperatore e, nel 1753, si trovava in Toscana, dove ricopriva la carica di direttore e primo scudiero dell’Accademia di Pisa. Probabilmente era ancora in vita nel 1764, anno in cui fu pubblicata la seconda edizione dell’*Anti-Maquignonage*."" (Mennessier de La Lance I, 437-438.) Ex libris della Biblioteca P. Couturier de Royas.
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