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L’affare di Damasco, ovvero La calunnia del sangue di Damasco. – Raccolta di testimonianze, lettere e documenti provenienti da diversi membri della comunità ebraica di Damasco, scaturita dalla scomparsa di un frate e del suo servitore e dalla conseguente persecuzione antiebraica; manoscritti in inglese (3 dichiarazioni manoscritte di una sola mano), lettere e documenti di diverse mani in inglese, ebraico e francese, per un totale di circa 170 pp., pieghe, ingiallito, alcuni bordi scheggiati, non rilegato, formato sm. 4to & v.s., [circa 1840]. *** La raccolta comprende: (1). Dichiarazione di David Harari, un ricco mercante ebreo di Damasco arrestato insieme ai suoi tre fratelli, resoconto delle torture subite fino alla confessione, manoscritto, 59 pagine, s.d. Harari fu condotto al cospetto del governatore locale, accusato di aver ucciso frate Tomaso, al che rispose: «Mio signore, io sono un mercante, non un assassino». I suoi accusatori si rifiutarono di credergli: «La vostra legge vi impone di commettere tali omicidi per ottenere il sangue da mescolare al pane consumato durante la vostra festa pasquale». (2). La dichiarazione di Mosè Abulafia: dopo essere stato accusato dal barbiere Salomone Halek dell’omicidio di frate Tomaso, Abulafia fu arrestato e torturato; quando sua moglie subì violenze, confessò e si convertì all’Islam, manoscritto, 37 pp., s.d. «I servi del Pascià cominciarono allora a premere e a stringere i miei genitali, e la mia agonia era indicibile. Li supplicai di uccidermi piuttosto che torturarmi in quel modo». (3). La dichiarazione del rabbino capo Jacob Antebi, che resistette a brutali torture, manoscritto, 50 pp., s.d. «Ormai zoppicavo gravemente con entrambi i piedi, non riuscivo né a camminare né a stare in piedi... Rimasi in prigione per tre mesi... diverse delle mie dita dei piedi mi caddero davvero, e credo che nemmeno la morte stessa avrebbe potuto causarmi tanta angoscia.» (4). Copia del rapporto sulla calunnia del sangue indirizzato a Moses Montefiore e 5 copie di corrispondenza relative all’intervento di Montefiore nella persecuzione di Damasco, manoscritti, documenti e lettere in inglese, ebraico e francese, per un totale di 26 pp. e buste, v.s., v.d., [? 1840]-46 (4 pacchetti). «Copia del discorso di Sir Moses Montefiore all’imperatore Nicola [Nicola I, imperatore di Russia]. Mi sia concesso cogliere questo momento propizio per esprimere la mia sincera preghiera affinché Vostra Maestà si degni di prestare la più umana considerazione alla condizione dei miei correligionari sotto il dominio di Vostra Maestà... .” La calunnia del sangue di Damasco ebbe origine dalla scomparsa di un frate cappuccino cristiano, Tomaso, e successivamente del suo servitore musulmano Ibrahim Amrah. La colpa fu attribuita alla comunità ebraica di Damasco e un gran numero di suoi membri fu imprigionato e torturato per estorcere confessioni. Con il sostegno del console francese, il governatore egiziano di Damasco perseguitò la comunità ebraica fino all’intervento di eminenti ebrei occidentali come Sir Moses Montefiore, in seguito al quale le vittime sopravvissute furono liberate dalla prigione.
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