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1993 Domaine Leroy, Musigny, 1 bottiglia Condizioni della bottiglia: wisvl, scc, cuc (non in deposito doganale, IVA pagata) Tutte le abbreviazioni relative alle condizioni e alla confezione (ad es. owc, ts, lbsl, ecc.) sono riportate nella loro forma originale inglese. Si rimanda al nostro catalogo per una spiegazione di queste abbreviazioni. Note sul vino: «Il Musigny Leroy del 1993 ha mostrato quella “firma Leroy” secondo Zen, insieme a “sangue fresco”, secondo un altro, e “radice cinese”, secondo un altro ancora. C’era ‘tanto giardino e il fiore di Chambolle’, secondo il Comte. Aveva un profumo intenso ed era estremamente selvatico, ricco e sapido, e migliorava sempre di più con l’ossigenazione. ‘Un vino pazzesco’, scrissi, ‘pieno di tutta la bontà del bosco’. L’Hamburglar lo definì «uno dei vini del weekend», mentre il Conte lo trovò «eccezionale». C’era un gusto fantastico nel suo finale vivace e frizzante.” (97 punti JK) Provenienza: Il medico svizzero torna a farci visita: diamo il bentornato a una delle migliori cantine che conosciamo in Svizzera, con diverse bottiglie provenienti dalla cantina climatizzata di questo bravo medico a Ginevra. Avvicinato ai grandi vini francesi da suo padre, ha trascorso decenni a costruire la sua collezione. Tra i pezzi forti figurano un Pétrus del 1961 e una magnum del 1964, un Latour del 1928 e una coppia di Montrose del 1947 e del 1959. Il Domaine Leroy è il protagonista della Borgogna, con dieci lotti guidati da un Musigny del 1993, mentre l’Italia offre un Monfortino di Giacomo Conterno del 1955 e il Vega Sicilia Único del 1962 e del 1965. Rarità svizzere provenienti da Gantenbein completano questa straordinaria selezione. Tutti i vini provengono dalla sua cantina domestica climatizzata di Ginevra. Per ulteriori informazioni sulla provenienza, consultare le sezioni dell’intestazione del catalogo originale, ove disponibili.
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