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Matthieu RICARD (nato nel 1946) Due monaci sulle rive del lago Yilung Lhatso, Tibet orientale, luglio 2005 Stampa artistica, inchiostri a pigmenti UltraChrome HDX, carta Epson Premium lucida, incollata su Dibond da 2 mm 73 x 110 cm Etichetta sul retro del supporto. Questa stampa da esposizione può presentare lievi tracce o segni. Il ricavato della vendita di questa stampa sarà devoluto all’Associazione Karuna Shechen e ai suoi programmi di aiuto alle vittime delle inondazioni del 26 agosto 2026 in Nepal. Due monaci tibetani sulle rive del lago Yilung Lhatso, nel Tibet orientale. Il lago glaciale di Yilung Lhatso, situato a 4.300 metri di altitudine, non lontano da Dergué, deve il suo nome, che significa «lago che incanta lo spirito», in memoria di una principessa tibetana che passò da quel lago mentre si recava a sposare uno dei ministri del re Guésar. Il luogo le piacque talmente tanto che annunciò che vi si sarebbe stabilita e che il suo promesso sposo avrebbe potuto raggiungerla se lo avesse desiderato. L’incisione sulla roccia «Om Mani Padme Hum» è il mantra del Buddha della Compassione, Avalokiteshvara (Chenrezig in tibetano). Due monaci tibetani sulle rive del lago Yilung Lhatso nel Tibet orientale. Il lago ghiacciato di Yilung Lhatso, a 4.300 metri (14.000 piedi) sul livello del mare, non lontano da Derge, prese il nome, che significa «Lago Divino della Delizia della Mente», in memoria di una principessa tibetana che passò accanto a questo lago mentre si recava a sposare uno dei ministri del leggendario re Gesar. Rimase così affascinata da quel luogo che annunciò che si sarebbe stabilita lì e che il ministro avrebbe potuto raggiungerla per sposarla in quel luogo, se lo avesse desiderato. L’incisione sulla roccia recita «Om Mani Padme Hum», che è il mantra del Buddha della Compassione, Avalokiteshvara (Chenrezig in tibetano).
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