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Max Beckmann. Apocalisse. Francoforte sul Meno, Bauersche Gießerei 1943. Con 27 litografie, di cui 16 a tutto foglio. Rilegatura originale in cartone con titolo in rosso sul frontespizio. Ora di messa all’asta: circa 13:29 (orario non garantito) Prima edizione: «Questa stampa è stata realizzata nel quarto anno della Seconda Guerra Mondiale, quando le visioni del veggente apocalittico si trasformarono in una realtà raccapricciante.» (Colophon). «Esemplare d’artista per» «Toni Müller» non numerato e non colorato (scritto in calligrafia al posto di una numerazione a inchiostro o a matita). Hofmaier attesta l’esistenza di 41 esemplari, di cui dieci non colorati e non numerati. La tiratura fu tuttavia dichiarata ufficialmente solo di 24 esemplari, per aggirare la richiesta di autorizzazione alla stampa per le tirature private. - In allegato, un foglio di dedica autografo del monografo di Beckmann Erhard Göpel: «A Toni Müller – Dedicato in ricordo della prima, incantevole serata. [...] Natale 1944». Erhard Göpel coordinò la realizzazione del libro. - Durante l’esilio di Beckmann ad Amsterdam, su commissione di Georg Hartmann, direttore della fonderia Bauer, nacquero le importanti serie grafiche dell’opera tarda, l’«Apocalisse» e il «Faust II». «Le illustrazioni sono rimaste molto fedeli al testo, tuttavia nell’iconografia dell’Apocalisse si intrecciano motivi che ricorrevano spesso nelle opere di Beckmann, come il pesce, la candela, il serpente, l’imbuto e la tromba, l’autoritratto [come angelo consolatore] e il mare.« (Beatrice Hérnad, in: *Papiergesänge*). - Come carattere tipografico è stato utilizzato il «Legende», disegnato da F. H. Ernst Schneidler. Stampa del carattere in grigio scuro e rosso (titolo e prima riga di testo). - Su carta a mano. «Da Dürer in poi, nessun artista tedesco ha dedicato a quest’opera una forza illustrativa altrettanto intensa. L’Apocalisse diventa, sotto le mani del maturo e saggio Beckmann, uno dei libri illustrati più significativi dell’arte tedesca del XX secolo, frutto degli sforzi quasi sovrumani di quell’epoca, opera di un artista espulso dalla Germania.» (Adolf Jannasch, in: M.B. als Illustrator, p. 10). Hofmaier 330-356 (Volume II, p. 803 e segg.) - Papiergesänge 63. - M. B. als Illustrator, Neu-Isenburg 1969, 9 40,0 : 31,0 cm. 76, [4] pagine. - Copertina e circa 20 fogli presentano sul lato destro un bordo acquoso; il dorso è ingiallito e leggermente screpolato sulle giunture. Descrizione in inglese: Con 27 litografie, 16 delle quali a foglio intero. Rilegatura originale in cartoncino con titolo in rosso sulla copertina. Prima edizione: «Questa stampa è stata realizzata nel quarto anno della Seconda Guerra Mondiale, quando le visioni del veggente apocalittico divennero una realtà raccapricciante.» (Trad.: “This print was created in the fourth year of World War II, when the visions of the apocalyptic seer became a gruesome reality.”) (Colophon). Esemplare dell’artista non numerato e non colorato «per» «Toni Müller» (scritto in calligrafia al posto del numero, con inchiostro o matita). Hofmaier documenta 41 copie, dieci delle quali non colorate e non numerate. Tuttavia, la tiratura fu ufficialmente dichiarata di sole 24 copie per aggirare la necessità di richiedere un’autorizzazione alla stampa per le stampe private. - È allegata una pagina di dedica manoscritta dal monografo di Beckmann Erhard Göpel: «Per Toni Müller - Dedicato in ricordo della prima, incantevole serata. [...] Natale 1944«. Erhard Göpel ha coordinato la produzione del libro. - Durante l’esilio di Beckmann ad Amsterdam, l’artista realizzò le importanti serie grafiche della sua opera tardiva, «Apocalisse» e «Faust II», commissionate da Georg Hartmann, direttore della Fonderia Bauer. «Le illustrazioni sono rimaste molto fedeli al testo, tuttavia nell’iconografia dell’Apocalisse si intrecciano motivi che ricorrevano spesso nelle opere di Beckmann, come il pesce, la candela, il serpente, l’imbuto e la tromba, l’autoritratto [come angelo consolatore] e il mare.« (trad., Beatrice Hérnad, in: *Papiergesänge*). - Il carattere tipografico utilizzato è stato «Legende», disegnato da F. H. Ernst Schneidler. Il testo è stampato in grigio scuro e rosso (titolo e prima riga del testo). - Su carta fatta a mano. «Da Dürer in poi, nessun artista tedesco ha dedicato a quest’opera un’energia illustrativa così intensa. Nelle mani del defunto e saggio Beckmann, l’Apocalisse diventa uno dei libri illustrati più significativi dell’arte tedesca del XX secolo — frutto degli sforzi quasi sovrumani dell’epoca, opera di un artista che era stato costretto a lasciare la Germania.» (Trad., Adolf Jannasch, in: M.B. als Illustrator, p. 10). Copertina e circa 20 pagine con macchie d’acqua sul bordo destro; dorso ingiallito e leggermente screpolato alle giunture.
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