Calendario aste
1 / 2

Per modificare l'ordine di acquisto,
contattare la casa d'aste.

live 21 novembre | 12:00 PM
Christian Hesse Auktionen

85 - Bauhaus - Laszlo Moholy-Nagy. Lettera con firma autografa e alcune piccole correzioni scritte a mano. Dessau, 3 aprile 1928. Due pagine.

Base d'asta

4.000 €

The reserve price is the minimum price accepted by the seller. Bidders cannot see this price. To win an item, you must place the highest bid and meet or exceed the reserve price.

Le iscrizioni sono chiuse per questa vendita. Non è possibile fare offerte.

Gli importi convertiti sono forniti solo a scopo informativo. Solo la valuta determinata per la vendita dalla casa d'aste è vincolante. È possibile selezionare una valuta diversa dalla pagina “Preferenze” nel proprio profilo.

Spese comprensive delle commissioni della casa d'aste e della piattaforma. Per maggiori dettagli, si prega di consultare le Condizioni Generali di Vendita della casa d'aste.

Stima

4000 - 6.000 €

Diritti d'asta

32%

Bauhaus - Laszlo Moholy-Nagy. Lettera con firma autografa e alcune piccole correzioni scritte a mano. Dessau, 3 aprile 1928. Due pagine. Ora di apertura delle offerte: circa 12:49 (Orario indicativo) A Erich Buchholz (1891-1972). - Sicuramente una delle ultime lettere scritte su carta da lettere privata di Moholy-Nagy a Dessau, che oltre al suo nome riporta solo l’indirizzo di allora della Meisterhaus. Alla fine di marzo terminò la sua attività al Bauhaus di Dessau e seguì Gropius a Berlino. - Lettera di straordinaria importanza sull’identità artistica di Moholy-Nagy, che si difende dall’accusa, all’epoca oggetto di accese discussioni negli ambienti specialistici e artistici, secondo cui avrebbe realizzato i suoi fotogrammi solo ispirandosi alle opere di Man Ray. «Poiché non mi è indifferente ciò che pensate di me, vorrei raccontarvi la questione del fotogramma, per quanto mi sia possibile essere obiettivo. [...] Sapete bene che Ray fu il primo a pubblicare le foto senza macchina fotografica. Per quanto riguarda la stampa di tali opere, è effettivamente vero. Per quanto riguarda l’«invenzione», ero presente anch’io in quel momento. Nell’estate del 1922, nella Rhön, scrissi un articolo intitolato «Produzione-Riproduzione», che inviai a Doesburg/Weimar per la pubblicazione. Lui [cancellato] pubblicò l’articolo su [De Stijl] n. 7/1922. || In quell’articolo descrivevo due tentativi [...] A quel tempo non sapevo nulla di lavori simili a quelli di Man Ray [!]. || Nell’autunno del 1922 [...| incontrai a Weimar, presso Doesburg [[si intende il congresso di fama mondiale dei costruttivisti e dei dadaisti del settembre 1922]], Tzara, al quale Doesburg parlò del mio articolo. Egli accennò al fatto che Man Ray stesse lavorando a esperimenti simili e si mostrò interessato ai miei. [...] Non mi sentivo affatto infastidito dall’avere una «concorrenza», al contrario, mi convinse che, con questi lavori e questi progetti per il futuro, fossi sulla strada giusta, poiché ci ero giunto indipendentemente da Man Ray. La storia del grammofono [...] era nell’aria, quindi è vera [aggiunta a mano:], pensai. || In quel periodo le gelosie erano in pieno svolgimento, ma per molto tempo non me ne sono accorto [...] più tardi ho saputo (e precisamente dopo anni da Muche] che Lissitzky raccontava ovunque: «Non avrei mai potuto realizzare fotogrammi se lui non mi avesse mostrato prima i lavori di Man Ray.» - Moholy ricorda la sua iniziale amicizia con El Lissitzky, ma «alla fine ho capito che era un furbacchione». - Contrariamente ai prolissi tentativi di chiarimento, egli afferma di non essere «oggi così assetato di primato», ma spera comunque in una corretta rappresentazione dei fatti. - La lettera si conclude con la sintesi: «Il fotogramma non è né un’invenzione di Man Ray, né mia. Esiste già da tempo negli esercizi per bambini. La battuta è iniziata solo con la sua interpretazione. [...] Con cordiali saluti anche a [sic!] Lucia, tuo || Moholy-Nagy». - Il fatto che non abbia salutato «da parte» di sua moglie può essere interpretato come un lapsus freudiano. La sua lettera, per nulla dettata dall’affettività, omette completamente – così come il citato articolo di *De Stijl* – il contributo paritario di Lucia Moholy alle ricerche sui fotogrammi. - Allegato: l’articolo tratto da «Uhu» (febbraio 1928), menzionato da Moholy all’inizio della lettera come allegato, che definisce Moholy l’inventore dei fotogrammi. - Dal fondo di Erich Buchholz. Il suo atelier sul Landwehrkanal di Berlino, «oggi uno spazio aperto tra l’Archivio del Bauhaus e la Villa von der Heydt», nei primi anni Venti era uno dei punti di riferimento delle avanguardie berlinesi. Artisti come László Moholy-Nagy, El Lissitzky e Arthur Segal si riunivano regolarmente nello studio di Buchholz situato in quella zona. Descrizione in inglese: Dessau, 3 aprile 1928. Due pagine. A Erich Buchholz (1891-1972). - Sicuramente una delle ultime lettere scritte sulla carta da lettere privata di Moholy-Nagy a Dessau, sulla quale, oltre al suo nome, figura solo l’indirizzo della Meisterhaus di allora. Alla fine di marzo, il suo incarico al Bauhaus di Dessau giunse al termine e seguì Gropius a Berlino. - Una lettera di enorme importanza riguardo alla concezione artistica che Moholy-Nagy aveva di sé, nella quale si difende dall’accusa — all’epoca oggetto di accese discussioni negli ambienti professionali e artistici — di aver creato i propri fotogrammi solo dopo essersi ispirato alle opere di Man Ray. (Trad.:) «Poiché non mi è indifferente ciò che pensate di me, vorrei spiegarvi la questione del fotogramma nel modo più obiettivo possibile. [...] Come sapete, Ray è stato il primo a pubblicare fotografie senza macchina fotografica. Per quanto riguarda la stampa di tali opere, ciò è effettivamente vero. Per quanto riguarda l’«invenzione», io ero lì nello stesso periodo». Nell’estate del 1922 scrissi un articolo intitolato «Produzione-Riproduzione» nella Rhön, che inviai a Doesburg a Weimar per la pubblicazione

Testo tradotto da DeepL.
Fa fede solo la versione originale

Asta

Asta 34: Arte e libri - Catalogo speciale: Libri d'artista del XX secolo / Collezione Renker, Parte 2
sabato 21 novembre
12:00 PM
86 A Osterbekstraße
22083 Hamburg, Germania

Casa d’aste

Christian Hesse Auktionen +49 4 06 94 54 247 mail@hesse-auktionen.de
Su Drouot da 4 anni avec Più di 1,000 lotti pubblicati

La spedizione è facoltativa. Potete utilizzare un corriere di vostra scelta. Il prezzo indicato non include il prezzo del lotto o le diritti della casa d'aste.

Opzioni di consegna

We ship all auctions purchases world-wide, using UPS, FedEx, or Postal Service. Shipment costs will be charged in your auction purchases invoice. Please advise us about special shipment instructions a.s.a.p.

Accedi o crea un account per saperne di più sulle opzioni di consegna per questa vendita.