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Testa romana in calcedonio raffigurante una donna della dinastia giulio-claudia Circa I secolo d.C. Altezza 3,8 cm (1 1/2 pollici). Altezza con base 6,8 cm (2 5/8 pollici). Provenienza: Gawain McKinley (1945-1996), Londra. Christie's, Londra, Antichità, 7 ottobre 2010, lotto 161. Pubblicato in: D. Del Bufalo, Precious Portraits: Small Precious Stone Sculptures of Imperial Rome, Torino, 2020, p. 99, n. 171. Scolpita a tutto tondo da un unico blocco di calcedonio lattiginoso e traslucido, questa testa in miniatura raffigura con notevole sicurezza una donna della corte giulio-claudiana. Il volto è di forma ovale piena, lucidato a specchio, in netto contrasto con i capelli opachi e finemente incisi. Gli occhi a mandorla, dalle palpebre pesanti, con i bulbi oculari lasciati lisci, si trovano sotto una fronte modellata con morbidezza; il naso è dritto e la bocca piccola è chiusa su labbra carnose. I capelli sono divisi al centro e pettinati su entrambi i lati in onde sinuose, incorniciati sulla fronte e sulle tempie da file di riccioli a chiocciola, ciascuno forato al centro. Sulla nuca, lunghe ciocche ondulate scendono dalla sommità del capo e si raccolgono in una coda attorcigliata e intrecciata, mentre ciocche sciolte ricadono dietro le orecchie ai lati del collo lungo. Con un’altezza di soli 3,8 cm, l’intaglio presenta un livello di dettaglio che si riscontra più spesso in ritratti di dimensioni molte volte superiori. Ovidio, scrivendo sotto Augusto, osservò che le acconciature romane erano innumerevoli come le ghiande su una quercia, con ogni nuovo giorno che ne aggiungeva un’altra (Ovidio, Ars Amatoria 3.149-152). Tra le donne della casa imperiale, tuttavia, la moda era al servizio della dinastia. L’acconciatura qui raffigurata, con la riga centrale, i capelli ondulati e le file di riccioli a chiocciola sopra le orecchie, corrisponde da vicino a un busto in calcedonio conservato al British Museum, identificato come quello di Agrippina la Giovane e datato al 37-39 d.C. Il museo sottolinea che questo stile fu imitato persino nei ritratti delle mummie dell’Egitto romano. Agrippina lo condivideva con le sue sorelle, Drusilla e Giulia Livilla, che il fratello Caligola onorò insieme sul rovescio di un sesterzio coniato nel 37-38 d.C. La somiglianza familiare curata nei loro ritratti ha a lungo reso difficile l’identificazione dei singoli soggetti ritratti. I ritratti scolpiti a tutto tondo in pietre preziose figurano tra i lussi più raffinati della Roma imperiale delle origini. Piccole teste in calcedonio, cristallo di rocca e altre pietre dure venivano realizzate a partire dal regno di Augusto, e il ritratto in calcedonio bianco di Antonia Minore, conservato al J. Paul Getty Museum e probabilmente scolpito sotto Claudio, appartiene allo stesso ambito. È probabile che tali pezzi fossero un tempo incastonati in statue d’oro o d’argento. Dario Del Bufalo, il cui corpus di circa 450 ritratti preziosi include la presente testa, ne descrive l’uso negli altari domestici, su corone e scettri, nella decorazione di abitazioni e mobili, e come oggetti portati addosso. Il suo nome può rimanere incerto, ma la pietra, le dimensioni e la raffinatezza dell’intaglio rimandano tutte alle botteghe al servizio della corte imperiale. Per esempi correlati si veda il British Museum, n. inv. 1907,0415.1 (W.-R. Megow, Kameen von Augustus bis Alexander Severus, Berlino, 1987, pp. 40, 301, tav. 19-20, n. D33); e al J. Paul Getty Museum, n. inv. 81.AN.101.
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