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Coppia di grandi candelieri cinesi in porcellana di Canton a forma di elefante, destinati all’esportazione, 1810 circa. Ciascuno degli animali dal naso rugoso è raffigurato in posizione eretta, con un vaso (utilizzato in Occidente come candeliere) che spunta da una coperta posata sul dorso. Il corpo dell’elefante è in rosso ferro e riccamente decorato con dettagli dorati. Le selle sono decorate in stile «famille rose» con abbondanti motivi floreali. Ciascuno recante un marchio sul lato inferiore. Provenienza: L’illustre collezione di Leo e Doris Hodroff. Riferimento: Sargent, «The Copeland Collection», pag. 196-7, n. 94. Howard & Ayers, «China for the West», pag. 610-11, n. 638. Gordon, «Collecting Chinese Export Porcelain», pag. 100, tav. 87l Descrizione del lotto: L’elefante è un simbolo del Sovrano Universale per via delle sue dimensioni e della sua forza, ed è diventato uno dei simboli di buon auspicio del buddismo. È spesso un attributo della regalità per via del suo legame con i bodhisattva. Inoltre, insieme al leone, alla tigre e al leopardo, è una delle quattro forze creative che rappresentano il potere o l’energia. Sebbene gli elefanti vagassero per la Cina in epoca preistorica, potrebbero essere stati reintrodotti come tributi provenienti dallo Yunnan e dal Vietnam. Sono noti come doni offerti all’imperatore Kangxi dal re del Siam e come elementi decorativi nelle tombe della dinastia Ming nei pressi di Pechino e Nanchino. Tenendo presenti queste associazioni, gli elefanti venivano spesso utilizzati in coppia come vasi o incensieri per gli altari. Sulla schiena di ciascuna di queste figure è raffigurato un vaso (ping), che costituisce un gioco di parole con il termine “pace” (ping). Questi vasi erano destinati a contenere fiori o oggetti emblematici buddisti o taoisti. Oggetti diversi potevano essere combinati per creare giochi di parole. (Ciascuno) altezza: 7 1/2 in x larghezza: 9 in x profondità: 6 1/2 in.
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