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Ⓗ PHAM HAU (1903-1994) "Paesaggio della regione centrale del Vietnam settentrionale", 1936 Paravento composto da sei pannelli, lacca su pannelli di legno Firmato e sigillato in basso a destra 105 × 198 cm L’opera è accompagnata da un certificato rilasciato dalla famiglia dell’artista. PHẠM HẬU (1903 - 1994) «Phong cảnh trung du Bắc bộ», 1936 Paravento composto da 6 pannelli, lacca su pannelli di legno Firmato e timbrato in basso a destra 105 × 198 cm L’opera è accompagnata da un certificato rilasciato dalla famiglia dell’artista Secondo il volume *Sơn mài Phạm Hậu* (Le lacche di Phạm Hậu), pubblicato nel 2019 dalle Éditions des Beaux-Arts e redatto dall’architetto Phạm Gia Yên, figlio dell’artista, quest’opera fu realizzata nel 1936. Questa datazione le conferisce un’importanza storica del tutto particolare. A quell’epoca, l’introduzione della tecnica della levigatura nelle sperimentazioni condotte sulla lacca tradizionale era ancora relativamente recente. Le nuove possibilità plastiche offerte da questo materiale erano ancora in fase di esplorazione e perfezionamento. Solo nel 1938 fu istituita la sezione dedicata alla lacca presso la Scuola di Belle Arti dell’Indocina, segnando una tappa decisiva nel riconoscimento della lacca come disciplina artistica a pieno titolo nell’ambito dell’insegnamento delle belle arti. In questo contesto, la realizzazione, già nel 1936, di un’opera che presentava un tale grado di maturità nella padronanza del materiale, della tecnica, della composizione e del linguaggio plastico appare tanto più eccezionale. Questo paravento non solo appartiene ai primi anni della pittura vietnamita moderna su lacca, ma testimonia anche la notevole maturità artistica che Phạm Hậu aveva già raggiunto durante quel periodo fondante. Una maestria la cui portata estetica e storica può oggi essere meglio apprezzata grazie ai documenti e alle opere di riferimento progressivamente resi accessibili a ricercatori e storici dell’arte. Nel 1934, Phạm Hậu si laureò all’École des Beaux-Arts dell’Indocina con un’opera su lacca composta da sei pannelli assemblati, intitolata Paesaggio di un’antica pagoda del Vietnam del Nord (30,5 × 104 cm). Il confronto tra quest’opera e *Paesaggio del Medio Paese del Vietnam del Nord* rivela numerose somiglianze nel trattamento dell’architettura, della vegetazione e della topografia. Entrambe sembrano articolarsi attorno allo stesso motivo paesaggistico: un complesso architettonico inserito nei rilievi delle basse colline caratteristiche del Medio Paese del Vietnam settentrionale, sebbene i punti di vista e le costruzioni spaziali differiscano. Mentre *Paesaggio di un’antica pagoda del Vietnam del Nord* privilegia una composizione frontale, offrendo una visione relativamente d’insieme del complesso architettonico e del suo ambiente, *Paesaggio del Medio Paese del Vietnam del Nord* invita lo sguardo a penetrare progressivamente in uno spazio strutturato da una successione di piani. L’architettura non si svela immediatamente come un insieme omogeneo. Si rivela poco a poco, attraverso gli alberi, i portali, i muri, i gradini di pietra e gli spazi parzialmente nascosti. Le corrispondenze osservate nel rilievo, nell’organizzazione degli elementi architettonici e nella vegetazione consentono di ipotizzare che queste due composizioni possano essere state ispirate da uno stesso ambiente geografico o, quantomeno, da uno stesso tipo di paesaggio concepito secondo una visione artistica comune. Nell’architettura tradizionale vietnamita, i complessi costituiti da case comunali, templi e pagode intrattengono uno stretto rapporto con l’ambiente naturale circostante. Gli edifici raramente si presentano come costruzioni isolate: generalmente si inseriscono in un’organizzazione spaziale in cui architettura e paesaggio formano un tutto indissociabile. In «Paesaggio del Medio Paese del Vietnam settentrionale», Phạm Hậu dimostra una comprensione particolarmente sottile di questa relazione. Lo spettatore non coglie l’intero paesaggio con un unico sguardo. Il suo occhio è invitato a percorrere in successione i diversi piani della composizione, scoprendo progressivamente nuovi elementi man mano che penetra visivamente nello spazio. Ogni dettaglio, per quanto discreto, contribuisce a un’organizzazione rigorosa e coerente dell’insieme, rivelando la maestria con cui l’artista coniuga profondità, ritmo visivo e armonia della composizione. Sulla sinistra della composizione, un imponente portale con alti pilastri emerge da diversi strati di vegetazione. Sebbene non sia collocato al centro e i suoi contorni, pur essendo ben definiti, siano parzialmente nascosti dagli alberi, esso suggerisce
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